“Sono gay e non ho scelto di esserlo, basta con stereotipi e discriminazioni”

Intervista a Giacomo Varriale, studente che non sente bisogno di nascondersi

Attualità
martedì 16 febbraio 2021
di Salvatore Cristallo
“Sono gay e non ho scelto di esserlo, basta con stereotipi e discriminazioni”
“Sono gay e non ho scelto di esserlo, basta con stereotipi e discriminazioni” © personale

VASTO. “Essere gay non è mai una scelta, non si decide la propria sessualità e soprattutto, non è qualcosa a cui dover porre rimedio”.

Così Giacomo Varriale, di origini romane ma che vive a Vasto ormai da molti anni, racconta la sua storia per sensibilizzare al tema della sessualità, spesso trattato in modo troppo banale. “Non siamo anormali, serve conoscere. Il dialogo è molto importante”.

Si tratta, in effetti, di un argomento da sempre molto delicato, che può causare isolamento e conflitti interiori. Sono tante le pressioni, più o meno dirette, alle quali si è spesso sottoposti, al punto da essere spinti a dubitare anche della propria identità. Di questo meccanismo è stato vittima lo stesso Giacomo: “Mi identifico come gay e non ho mai avuto grandi dubbi sulla mia omosessualità, mi sono sempre piaciuti i ragazzi, sin da quando ero piccolo. L’idea, però, di ‘dover’ avere una relazione eterosessuale, in passato mi influenzava molto, al punto da portarmi a credermi bisessuale. Ho avuto anche diverse frequentazioni con ragazze, ma mi accorgevo che non provavo nulla. Già in seconda media, però, avevo compreso quale fosse realmente la mia identità e l’ho riconosciuta integralmente”.

Uno dei momenti più critici è stata sicuramente la rivelazione fatta alla famiglia ed alla cerchia di amici, passaggio che molte volte causa rifiuto o interruzione dei legami. “Il mio outing è stato, fortunatamente, molto semplice. Mi hanno sin da subito accettato e per questo mi ritengo fortunato perché so che per tante altre persone non vale lo stesso, tanti ragazzi vengono anche cacciati di casa”. Purtroppo, però, qualche ostacolo si è presentato tra i banchi di scuola. “Con i miei compagni non ci sono stati grandi scontri, ma ho avuto l'impressione che qualche insegnante si sia accanito un po’ contro di me”. Tra i giovani, dunque, l’intolleranza va diminuendo, ma ciò non è scontato nel divario generazionale. “Spesso alcuni genitori che io considero ottusi portano i propri figli a pensare che l’omosessualità sia anormale, negativa e che non ci sia niente di più sbagliato. Entrando in contatto con persone omosessuali ci si può accorgere, invece, che la maggior parte degli stereotipi su di noi sono falsi. Le discriminazioni sono ingiustificate. Ripeto, nessuno sceglie di proposito da chi è attratto. Questa è semplicemente la mia natura e nessuno può togliermi la libertà e il diritto di essere come sono”.