​Vaccinazioni Covid: "Preoccupazione per le persone con fragilità, disabilità ed anziani"

Lettera Pensionati Cgil

Attualità
lunedì 22 febbraio 2021
di La Redazione
​Vaccinazioni Covid:
​Vaccinazioni Covid: "Preoccupazione per le persone con fragilità, disabilità ed anziani" © Web

VASTO. Arriva da Alessia Antenucci, Segretario Generale Spi Cgil Chieti, la seguente lettera indirizzata all'assessore della Regione Abruzzo, Nicoletta Verì, al Direttore Generale Asl Lanciano-Vasto-Chieti, Thomas Schael, al Prefetto di Chieti, Armando Forgione, ai Sindaci dei Comuni della Provincia di Chieti e all’Arcivescovo della Diocesi Chieti-Vasto, Monsignor Bruno Forte.

"L’Italia è alle prese con una grave emergenza sanitaria, la pandemia ha messo a dura prova il Paese, l’Europa ed il Pianeta nel suo complesso.

Una drammatica situazione che richiede uno straordinario impegno ad ogni livello della società, dalle Istituzioni ai singoli.

Oggi più che mai abbiamo bisogno tutti di fare riferimento ai principi di giustizia sociale e solidarietà, pertanto, si rende necessaria una sintonia di interventi che non esclude il contributo di nessuno.

Come rappresentante dei Pensionati Cgil della Provincia di Chieti, sento il dovere di coinvolgerVi per esprimerVi un sentimento di profonda preoccupazione per quanto riguarda la situazione generale ed in particolar modo per le persone con fragilità, disabilità ed anziani, una categoria connotata dal maggior rischio di letalità correlato al COVID-19 e che rappresenta una considerevole fetta della popolazione abruzzese.

Nel corso di questa settimana sul territorio regionale abruzzese è stata avviata la vaccinazione a cui però solo il 45,05% degli ultraottantenni aventi diritto ha aderito alla campagna manifestando il proprio interesse con l’iscrizione alla piattaforma della Regione.

In provincia di Chieti le manifestazioni di interesse raccolte sono oltre 14 mila a fronte dei quasi 32 mila assistiti censiti dall’azienda sanitaria: il consenso alla vaccinazione è stato rilasciato se consideriamo solo i Comuni più grandi da 2.012 assistiti a Chieti, 1.292 a Vasto, 1.227 a Lanciano ultraottantenni iscritti.

Abbiamo un notevole ritardo accumulato rispetto alle altre Regioni italiane, tempi lenti, confusione, mancanza di certezze sul fronte delle dosi, sulle modalità, sui luoghi e date.

A questo si sommano le molteplici difficoltà organizzative per l’acquisizione della manifestazione d’interesse al vaccino Covid-19 attraverso il Portale della Regione Abruzzo che ha mostrato dei limiti non solo informatici ma ha messo a nudo un sistema carente di quella necessaria trasparenza che garantisce il diritto di uguaglianza in tema di salute.

Oltretutto non è chiaro quale sia il meccanismo di ‘chiamata’ al vaccino dopo aver effettuato la dichiarazione di interesse.

Allo stato attuale siamo imbrigliati in un vortice di lentezza e burocrazia che ci vede purtroppo gli ultimi in Italia. Eppure siamo consapevoli che ogni giorno, ora, minuto perso ha una diretta e drammatica conseguenza in termini di vite umane.

A tutto questo si aggiunge il peggioramento della situazione epidemiologica delle ultime settimane a causa del diffondersi delle varianti Covid che soprattutto nell’area metropolitana Chieti-Pescara ci è costato il passaggio ad uno scenario di rischio alto.

L’emergenza sanitaria ha mostrato anche il ruolo fondamentale del medico di famiglia nelle comunità locali, di cui noi Organizzazioni Sindacali siamo da sempre convinti. Essendo a

conoscenza dei singoli pazienti, del loro stato di salute, delle individuali condizioni di rischio e situazioni sociali il ruolo dei medici di famiglia necessita di essere potenziato nell’ambito

della riorganizzazione della medicina territoriale.

Lo Spi Cgil di Chieti, facendosi portavoce di tutti coloro che vivono una situazione di fragilità, chiede con forza a tutte le autorità competenti perché facciano tutto il necessario per portarci fuori dall’emergenza in tempi rapidi e con iter e percorsi trasparenti e uguali per tutti.

Ulteriori ritardi non sono più accettabili e bisogna lavorare per recuperare quelli persi. Sono necessari tempi certi, conoscere il programma vaccinale, se sono stati siglati accordi come succede per le altre Regioni con le Associazioni di categoria delle Farmacie, se è stato previsto di ampliare gli attuali punti di somministrazione vaccinale, potenziando contestualmente il personale necessario, così come la previsione dei vaccini a domicilio per raggiungere tutta la platea, soprattutto tenendo in considerazione delle caratteristiche

variegate della Provincia, dalla costa alle Aree Interne.

Non si tratta solo di voler uscire rapidamente da questa situazione per tornare alla normalità ma di lottare contro il tempo per salvare la vita dei nostri anziani e delle persone fragili maggiormente esposte.

Non possiamo permetterci di perdere ulteriore tempo, lentezza e burocrazia rischiano di vanificare gli sforzi fatti dalla popolazione per uscire dalla pandemia.

Servono soluzioni che in condizione di eccezionalità non possono attendere. Bisogna intervenire tutti ognuno per le proprie competenze affinchè nel fulcro di questa immane tragedia ci sia il rispetto per la vita umana, la salute, l’uguaglianza e la dignità della persona".