"No a mega-ecomostro sulla costa del Molise, la più grande cementificazione mai vista"

Attualità
lunedì 12 aprile 2021
di La Redazione
"No a mega-ecomostro sulla costa del Molise, la più grande cementificazione mai vista" © Vastoweb

MONTENERO DI BISACCIA. "Mentre dilagano le chiacchiere sulla transizione ecologica la realtà del nostro paese è quella che si continua a consumare suolo e a cementificare persino le nostre coste nei tratti ancora miracolosamente rimasti integri. Basti pensare al Molise dove ci si prepara ad autorizzare la costruzione di un'intera città in un tratto di costa di grande valore naturalistico e paesaggistico tra il fiume Trigno, al confine con l'Abruzzo. e il torrente Mergolo. Parliamo di 160 ettari di litorale inedificato inserito nel Sito di Interesse Comunitario per flora e fauna “Foce Trigno - Marina di Petacciato”.

Il Comune di Montenero di Bisaccia e la Regione Molise hanno già dato il loro sostanziale via libera alla più impressionante operazione speculativa mai vista. La proposta del progetto South Beach sarebbe stata avanzata da un imprenditore canadese che gestirebbe fantomatici fondi cinesi (in questi casi il condizionale è d'obbligo). Parliamo di una colata di cemento di proporzioni gigantesche di 5 milioni di metri cubi: 16 torri da 25 piani, 23 da 20, 16 da 15, 25 edifici da 12 piani, 22 da 10, 25 da 8, 17 "ville signorili", 4 alberghi, 1 centro polifunzionale, 18 stabilimenti balneari e una rete di canali navigabili.

Un progetto di tale impatto è stato fatto proprio con assoluta superficialità dal Comune di Montenero di Bisaccia, ma - cosa molto più grave - dalla Giunta Regionale del Molise che con una delibera del 29 marzo ha riconosciuto come di interesse regionale il Progetto di valorizzazione turistico-residenziale denominato “South Beach” e ha anche costituito e il Tavolo tecnico del Comitato per l’Accordo di programma.

Ovviamente nella delibera neanche si parla di Valutazione di Impatto Ambientale ma va detto che una proposta del genere andava respinta al mittente senza neanche averne bisogno. Che la giunta regionale definisca sostenibile un progetto del genere dimostra che ormai siamo nell'epoca della finzione ecologica di cui l'attuale governo è manifestazione più eclatante.Il Piano territoriale paesistico -ambientale regionale prescrive per quest’area interventi di ricostruzione e potenziamento della vegetazione tipica dunale ed endemica, nonché rimboschimento con specie autoctone ma evidentemente per Comune e Regione a tutto si può derogare. A legittimare questa follia c'è come al solito il miraggio di 6.000 posti di lavoro. Emerge la miseria di una classe dirigente che non è capace di immaginare e pianificare una valorizzazione delle potenzialità del territorio che parta da quelle che sono le caratteristiche naturalistiche, storiche e enogastronomiche peculiari che possono attrarre un turismo di qualità anche dall'estero. Dovrebbero invocare per quel tratto di costa incontaminato la realizzazione di un Parco Nazionale e invece in testa hanno solo il cemento. Ricordiamo che bisognerebbe pensare a un futuro per quelle aree che sia connesso con la ciclovia adriatica in via di realizzazione. Abbiamo difeso la vicina Costa dei Trabocchi dalla petrolizzazione bloccando il progetto di Ombrina 2, ora è necessario con associazioni fermare gli energumeni del cemento.

La Costituzione all'articolo 9 prevede che "La Repubblica tutela il paesaggio". Il destino di quelle aree non può essere lasciato nelle mani di una irresponsabile e incompetente politica locale."

Maurizio Acerbo, segretario nazionale

Pasquale Sisto, segretario regionale

Rifondazione Comunista - Sinistra Europea