Chiude il Sente: strade impercorribili, la lenta uccisione di una comunità

Oggi il viadotto Sente chiude, l'alto Vastese sempre più isolato destinato definitivamente allo spopolamento?

Attualità
Vasto martedì 18 settembre 2018
di Antonia Schiavarelli
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Riunione a Castiglione
Riunione a Castiglione © SanSalvoWeb

CASTIGLIONE MESSER MARINO. E' un grido d'aiuto quello a cui abbiamo assistito ieri sera a Castiglione, nella riunione convocata dal sindaco Felice Magnacca. Oltre 200 cittadini presenti per comprendere le ragioni di una lenta ed inesorabile operazione di spopolamento perpetrata da una classe politica che nell'arco di 10 anni ha lasciato completamente in abbandono quelle infrastrutture viarie fondamentali per la sopravvivenza di una comunità.

Il Sente collega Castiglione ad Agnone, comunità come quella castiglionese, di Fraine, Schiavi, trovano ad Agnone servizi sanitari e scolastici, ciò ha permesso negli anni la possibilità di avere servizi essenziali in poco tempo, senza dover raggiungere la costa vastese.

La chiusura del viadotto comporterà un allungamento dei tempi per il raggiungimento dell'importante centro molisano, in condizioni viarie comunque a dir poco precarie. Il tracciato alternativo stabilito è l'ex S.S. 86, che non potrà comunque essere utilizzata dai mezzi pesanti a causa delle due frane che la interessano.

Presenti alla riunione i sindaci di San Salvo, Fraine, Roccaspinalveti, Schiavi d'Abruzzo, Belmonte del Sannio, i consiglieri regionali del M5S Andrea Greco e Valerio Fontana, l'on. vastese del M5S Carmela Grippa, il consigliere provinciale di Isernia Daniele Saia, assenti rappresentanti di governo della regione Abruzzo e Molise.

"Ci hanno privati di tutto, del lavoro, della salute, dell'istruzione", urla una donna tra i cittadini presenti in sala in cerca di risposte. Il sindaco Felice Magnacca, ha cercato di spiegare le motivazioni che hanno condotto alla chiusura del Sente, dopo un sopralluogo dei tecnici provinciali il 28 agosto scorso, vennero effettuate delle verifiche sugli appoggi e gli impalcati di tutto il viadotto riscontrando delle criticità sulle pile 2, 3, 4, "che presentano una deformazione anomala dell'appoggio in neoprene e il deterioramento del baggiolo di appoggio" come si può leggere dalla relazione tecnica risultante dal sopralluogo inviata a tutti i soggetti istituzionali coinvolti, da cui si apprende anche che "Un ulteriore slittamento della pila n.3 o un evento sismico (anche di modesta entità) possono causare il crollo degli impalcati".

Dalla relazione si apprende che il costo dei lavori necessari per mettere in sicurezza il ponte ammonterebbero a circa 1.200.000 euro, ma la preoccupazione secondo il sindaco Tiziana Magnacca sta anche nella successiva manutenzione, insostenibile per una provincia oramai a ranghi ridotti anche economicamente.

Il viadotto fino al 2001 era nelle competenze dell'Anas, poi passò alla provincia di Isernia, ed è questo che chiedono sindaci e cittadini, il ritorno del viadotto Sente nelle competenze dell'Anas, che ha al suo interno professionalità e risorse utili per sostenere un'opera di ingegneria eccezionale, terza per altezza in tutta Europa.

Il dato di fatto è che Castiglione è sempre più isolata, nell'arco di 10 anni ha perso oltre 500 abitanti, destinata in queste condizioni a svuotarsi ulteriormente. Ieri sera nel corso della riunione, si è appreso che i cittadini abruzzesi torneranno al voto il 10 febbraio, in pieno inverno, un inverno che qui sarà più duro di quelli già trascorsi, potrà esser utile ai politici che si intervalleranno su queste strade per fare campagna elettorale, a comprendere le condizioni di disagio ed estrema sofferenza in cui versa una popolazione che nonostante tutto resiste attaccata alla propria terra e alle proprie radici, ma per quanto?

"Siamo un popolo che è abituato a viaggiare - afferma il sindaco Magnacca - abituato a spostarsi per raggiungere il posto di lavoro, perchè la gente qui è attaccata al proprio territorio, alle proprie origini, quindi disponibile anche a fare un'ora di viaggio la mattina ed un'ora di viaggio la sera pur di tornare nei propri luoghi, vogliamo restare qui, vogliamo che le istituzioni ci diano ascolto e ci garantiscano almeno il collegamento con gli ospedali, con le scuole, con il mondo del lavoro, che purtroppo sono sempre più lontani, ma siamo disponibili, siamo tenaci, siamo abruzzesi!".