Da Vasto in marcia per la pace, il prof.: "Ho visto la gioia nei loro occhi"

Da Perugia ad Assisi insieme ad altre 100 mila persone provenienti da tutta Italia

Attualità
Vasto giovedì 11 ottobre 2018
di Sara Del Vecchio
Studenti del Liceo Artistico alla Marcia PerugiAssisi
Studenti del Liceo Artistico alla Marcia PerugiAssisi © Vastoweb

VASTO. Una marcia di 24 chilometri da Perugia ad Assisi, con zaini in spalla e sotto un cielo capriccioso, una marcia simbolica che ha permesso a circa 30 studenti del Liceo Artistico "Pantini-Pudente" di Vasto di riscoprire la bellezza della fraternità. Stanchi, per non dire distrutti, con i volti sfatti e le gambe deboli, ma con un sorriso luminoso e gli occhi pieni di gioia: così hanno portato a compimento la marcia della pace, insieme ad altre 100 mila persone.

Quello di domenica 7 ottobre è stato un appuntamento di calibro nazionale che gli studenti vastesi hanno vissuto sulla propria pelle e a contatto con la terra, quella lodata da San Francesco. L'iniziativa di partecipare è stata fortemente voluta dal professor Giuseppe Colangelo che - con la collaborazione di altri docenti e con la totale approvazione della dirigente scolastica Anna Orsatti - ha preparato i ragazzi nel giro di pochissimi giorni.

"E' stata un'iniziativa nata all'improvviso - spiega il docente - ma gli alunni l'hanno accolta con favore e si sono messi all'opera per realizzare striscioni e manifesti. Ho voluto che partecipassero perché molti di loro non hanno idea di cosa stia succedendo nel mondo, sono abituati alla realtà cittadina e alla storia che studiamo sui libri. E' giusto che comincino a prendere consapevolezza delle problematiche che affliggono la nostra epoca, affinché diventino capaci di opporvi resistenza, attraverso la condivisione e nell'ottica dell'uguaglianza di tutti gli esseri umani. Tutti noi dobbiamo lavorare su una nuova concezione dell'uomo, come un essere che non è onnipotente, ma che é una creatura fra le creature, come il Canto della Creazione insegna".

La marcia Perugia-Assisi nasce infatti dalla volontà di contrastare la deriva verso cui stiamo andando, in una realtà segnata dalle guerre, dalle disuguaglianze, dalla violenza, dall'inquinamento, dalla tecnologia che ci manipola.

"Noi docenti siamo responsabili quanto le famiglie per ciò che stiamo lasciando nelle mani dei giovani - continua Colangelo. Questa marcia è stata molto più di una classica lezione, abbiamo segnato un pezzo di storia riportando all'attenzione la necessità di un equilibrio fra i diritti e i doveri che ciascuno di noi ha. Ho visto i nostri ragazzi felicissimi dopo un arrivo sofferto, chiamavano a casa soddisfatti dopo aver camminato a contatto con la natura portando avanti idee e slogan sullo sfondo di musica e colori."

Un'esperienza dagli insegnamenti forti, che gli studenti continueranno a coltivare anche nella aule scolastiche in particolare in previsione del 10 dicembre, quando in tutto il mondo verranno celebrati i 70 anni della Dichiarazione universale dei diritti umani. "Faremo sicuramente una manifestazione in città - spiega il prof. Giuseppe Colangelo - invito anzi le altre scuole interessate a rivolgersi a noi per dare vita ad una giornata dedicata all'uguaglianza dei diritti di ciascuno".