L’Ipsia di Montenero fa tappa in Romania

Una scuola sempre più proiettata a livello europeo con l'iniziativa «Outside the classroom»

Attualità
Vasto domenica 02 dicembre 2018
di La Redazione
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L’Ipsia di Montenero fa tappa in Romania
L’Ipsia di Montenero fa tappa in Romania © Ipsia di Montenero

MONTENERO DI BISACCIA. Continuano le mobilità all’estero dell’Ipsia di Montenero di Bisaccia, una scuola sempre più proiettata a livello europeo.

Nell’ambito del progetto “Parternariati strategici” finanziati dalla regione Molise, l’Istituto Omnicomprensivo di Montenero aderisce all’iniziativa “Outside the classroom” e fa tappa in Romania, per una scuola sempre più attenta alla valorizzazione professionale in un contesto internazionale.

È la dirigente Patrizia Ancora che dalla Romania illustra le buone pratiche per attività extracurriculari che qualificano e conferiscono una precisa identità a ciascuna scuola partner: «le attività di studio e di confronto all'estero sono un’occasione di crescita personale e professionale, per una valorizzazione piena del patrimonio umano e culturale di questa nostra Europa».

Un ambiente semplice e spontaneo, quello della Romania, nel rispetto delle tradizioni e della propria identità, una terra che parla e che racconta la propria storia, fatta di dignità e di tipicità locali. «Quello che mi ha colpito è stato l’affetto, il calore nell’accoglienza. Questa comunità ha aperto le porte del proprio mondo così come si fa con gli ospiti d’onore – continua la dirigente- e ci ha mostrato tutte le sue attività, spaziando dallo sport al canto, dalla musica al teatro».

La dimensione familiare, la scuola come una casa, l’accoglienza.

L’atmosfera delle scuole di un tempo, che anche con poco, riuscivano a dare tanto, per una crescita ed un futuro migliore. Nell'ambito del progetto "Outside the classroom" - buone pratiche relative ad attività extracurriculari che qualificano e conferiscono una precisa identità a ciascuna scuola - dalla Romania ci racconta i vantaggi di un confronto interprofessionale all'insegna di una scuola sempre più d'Europa. «Quello che mi ha colpito della mobilità in Romania è stato l’affetto, il calore nell’accoglienza.

Questa comunità ha aperto le porte del proprio mondo così come si fa con gli ospiti d’onore e ci ha mostrato tutte le attività della scuola e non solo, spaziando dallo sport al canto, dalla musica al teatro».

Sono scuole che hanno una dimensione familiare, curate come fossero delle case di montessoriana memoria, - continua la Dirigente- fatte di elementi semplici, materiali poveri, ma pulite ed ordinate, dove si respira l’atmosfera delle scuole di un tempo, in cui “il maestro” insieme al sindaco e al sacerdote, è un’autorità del paese".