Fossacesia, al via il restauro della Fonte di Venere a San Giovanni

Il sindaco: "Non volevamo perdere questa importante testimonianza che fa parte della storia e della cultura della nostra città"

Attualità
Vasto sabato 12 gennaio 2019
di La Redazione
San Giovanni in Venere
San Giovanni in Venere © Vastoweb

FOSSACESIA. Sarà restaurata l’antica Fonte di Venere di Fossacesia. Il Consiglio Comunale, nella seduta del 27 dicembre scorso, ha approvato il progetto per il recupero della Fonte, realizzata in epoca romana, e che si trova sotto il muraglione dell’abbazia di San Giovanni in Venere. Il piano d’intervento per il recupero del manufatto rientra nel più ampio progetto per la sistemazione del Belvedere di San Giovanni in Venere, piano che è stato finanziato nell’ambito degli interventi del Cipe 1997-2017. “Era da tempo che stavamo lavorando per trovare i fondi necessari per il restauro della Fonte di Venere – spiega il Sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio -. Non volevamo assolutamente perdere questa importante e significativa testimonianza che fa parte della storia e della cultura della nostra città e ci siamo riusciti. Il progetto prevede il consolidamento strutturale del manufatto e la realizzazione di percorsi di accesso sia dal Belevdere San Giovanni in Venere, che dal parcheggio sottostante. Sarà senz’altro un’altra attrattiva turistica ma anche un recupero che lasceremo in eredità alle giovani generazioni”. Il piano di interventi è attualmente al vaglio del tavolo tecnico scientifico per la tutela e la valorizzazione dell’area monumentale di San Giovanni in Venere. L’Ufficio tecnico del Comune sta completando le procedure per l’appalto. La Fonte di Venere è costituita da due vasche in pietra attualmente piene di acqua proveniente da una vicina sorgente naturale ancora attiva. La volta della struttura è in gran parte a botte, dove si notano due fori circolari dai quali probabilmente un tempo si calavano i secchi legati a funi per attingere l’acqua. Secondo un’antica tradizione pagana, praticata fino alla metà del XX secolo, le donne desiderose di concepire un figlio si recavano ad attingere l’acqua che sgorgava dalla fonte.