Zes, domande ai candidati: rispondono solo in 3

Sono (nell’ordine di ricezione delle risposte): Michele Suriani, Mario Olivieri, Francesco Prospero

Attualità
Vasto giovedì 07 febbraio 2019
di La Redazione
Area Zes
Area Zes © Vastoweb

VASTO. Dei dodici candidati cui Associazione civica Porta Nuova Vasto ha posto degli interrogativi in merito alla Zes, nove non hanno risposto: sono Paola Cianci, Lina Marchesani, Roberta Nicoletti, Andrea Ritenuti, Francesca Cordisco, Sabrina Bocchino, Lucio Del Forno, Pietro Smargiassi, Evanio Di Vaira.

Tre candidati invece sì. Sono (nell’ordine di ricezione delle risposte): Michele Suriani, Mario Olivieri, Francesco Prospero.

Ecco le risposte dei candidati:

  1. La Zona Economica Speciale e il Parco Nazionale della Costa Teatina.

La costa adriatica da Ortona a Vasto dovrebbero ospitare contemporaneamente, secondo quanto è stato deciso a vari livelli negli ultimi anni, sia una delle otto Zone Economiche Speciali previste per in Italia –ciò di cui ultimamente si parla molto-, sia il Parco Nazionale della Costa Teatina, di cui invece nessuno, significativamente, parla più da tempo.

Ipotizzare una siffatta convivenza a noi sembra un evidente controsenso.

Lei è d’accordo? Che cosa intende fare per scongiurare o per favorire questa convivenza?

Michele Suriani

ZES e Parco Nazionale della Costa Teatina: la ZES Abruzzese, a mio parere, per come oggi è stata concepita non deve interessare Vasto, in particolar modo la zona del Porto e in generale qualsiasi area sia già stata o possa diventare interna al Parco Nazionale. Qualora la ZES, in una sua versione ancora tutta da scrivere, non rischiasse piu' di agevolare meccanismi di deturpazione del territorio (come invece oggi si teme), potrebbe essere riesaminata, ma dovrebbe esserlo anche dal punto di vista delle categorie merceologiche ammissibili di agevolazioni fiscali e semplificazione burocratica, altrimenti sarebbe in ogni caso di scarso interesse per Vasto, nonché in evidente contrasto con il molto più importante e contestualizzato Parco Nazionale della Costa Teatina.

Mario Olivieri

Non è un controsenso ipotizzare la possibilità di far convivere il Parco Nazionale della Costa Teatina con la Zona Economica Speciale. La specializzazione e la precisa compartimentazione delle singole funzioni espletate nelle varie parti di territorio e la forte antropizzazione già esistente impongono la necessità di trovare un compromesso tra una pianificazione urbanistica che non può cancellare l’esistente (Parco Nazionale) ed il fabbisogno di infrastrutture e di investimenti necessari a creare nuovi posti di lavoro (ZES).

Francesco Prospero

Immaginare possa esistere un “anno zero” per l’intera area contraddistinta dalla presenza del Parco nazionale della Costa teatina e, segnatamente, della zona industriale di Punta Penna è impossibile. Il discorso, quindi, si sposta sulle caratteristiche della nuova ZES e sulla sua pianificazione. Da questo ne risulta che favorire la convivenza non significa favorire la ZES a danno del Parco. La ZES è un’opportunità per lo sviluppo del Porto di Vasto e soprattutto delle vicine aree industriali ma a determinate condizioni.

  1. La Zona Economica Speciale a Vasto

Secondo la relativa Delibera di Giunta comunale la perimetrazione della ZES in territorio vastese coinciderà con quella dell’attuale Zona Industriale. È un fatto, tuttavia, che i conflitti di convivenza tra Zona Industriale e Riserva Regionale di Punta d’Erce sono stati in questi anni all’ordine del giorno. Onde evitare che, con la ZES, si ripetano su scala ancora maggiore abbiamo proposto, in sede di revisione del Piano di Assetto Naturalistico della Riserva (di competenza sia comunale che regionale), di rendere più incisivi i vincoli della zona di protezione della Riserva.

Lei è d’accordo? Che cosa intende fare al riguardo?

Michele Suriani

ZES a Vasto: qualora la ZES dovesse necessariamente includere la zona industriale di Vasto, al fine di scongiurare fenomeni di agevolazione burocratica di carattere speculativo e puramente economico, il mio impegno si concretizza nel rendere i vincoli del PAN più stringenti e dirimenti rispetto ad ogni altro strumento. Sarà opportuno instaurare un dialogo permanente con il comune di Vasto affinché ci sia un allineamento su questo intento.

Mario Olivieri

La Zona Industriale di Porto di Vasto, non era stata proposta nel perimetro del Parco. La perimetrazione redatta dal Commmissario era stata forzata rispetto alle indicazioni del Comune ed è stata corretta dalla Regione. Il PAN della Riserva, non è lo strumento per garantire il raggiungimento della giusta convivenza tra tutela dell’ambiente fragile e protetto e la sopravvivenza del porto e delle aziende insediate, con la ZES. Occorre un Piano Particolareggiato che definisca cosa si può fare e cosa no, per ogni centimetro quadrato di territorio interessato.

Francesco Prospero

La perimetrazione dell’area circostante la zona industriale va valutata con attenzione, al pari della tipologia di insediamenti futuri. L’area circostante ha una indiscutibile vocazione turistica ed i vincoli della zona di protezione della Riserva, ancorché più incisivi, non dovranno inibire la possibilità di interventi per l’Accoglienza turistica. Proponiamo sia redatto un documento contenente “Linee d’Indirizzo”, da inviare alla Regione Abruzzo ed a firma congiunta: Comune di Vasto ed Azienda Regionale Attività Produttive. Appare indispensabile una riformulazione del P.A.N. e del Piano Reg.re Terr.le dell’Area di Sviluppo Ind.le che impedisca l’insediamento di attività ad alto impatto ambientale.



  1. La qualità dell’aria a Vasto e nel Vastese

Nell’area del Vastese sono presenti alcuni tra i maggiori impianti industriali della regione (e non solo): Pilkington e Denso a S. Salvo, Turbogas a Gissi, Stogit nella valle del Trigno. Oltre ad essi vi sono altri impianti più piccoli ma di alto potenziale inquinante: Laterlite e Granito Forte nella valle del Trigno, Sabino Esplodenti a Casalbordino, Ecofox e Puccioni a Punta Penna. Nonostante ciò in tutta l’area non si trova nessuna delle 16 stazioni di misura che costituiscono la rete regionale di monitoraggio della qualità dell’aria. Questo è del tutto inaccettabile. Crediamo che almeno 3 siano le centraline fisse necessarie nella zona: una a Punta Penna, una a S. Salvo, una nella valle del Trigno.

Lei è d’accordo? Che cosa intende fare al riguardo?

Michele Suriani

Le zone indicate verranno dotate di centraline per il monitoraggio, una per volta. Il mio impegno è quello di far si che ogni cittadino possa essere parte attiva di un monitoraggio ambientale condiviso, partendo dalla pubblicazione periodica di tutti i dati ambientali (non solo l'aria) e di tutti i servizi regionali (legati ai temi ambientali ma non solo). I dati saranno rilevati, registrati e disponibili periodicamente. La gestione ambientale del territorio verrà fatta dagli enti pubblici opportunamente preposti allo scopo, nonché dalle associazioni civiche, ambientaliste e di categoria, in modo trasparente e sinergico; il tavolo sarà permanente.

Mario Olivieri

La qualità dell’aria a Vasto non ha i suoi picchi di negatività nella Zona industriale.

Certo bisogna vigilare e monitorare attentamente tutte le aree, insediando le necessarie centraline, al fine di accertare e ridurre possibili fonti di inquinamento, ma anche per evitare eventuali immotivati allarmismi. Noi abbiamo già presentato una ipotesi progettuale particolareggiata che, a tutt’oggi, nessuno ha voluto nemmeno discutere ma che, nell’ambito della legislazione vigente, potrebbe assicurare una buona mediazione e la ragionevole convivenza tra le importanti esigenze di valorizzazione e di tutela ambientale e lo sviluppo del territorio vastese.

Francesco Prospero

Sono certo d’accordo. È opportuna l’installazione di centraline fisse a Punta Penna, San Salvo e nella valle del Trigno, una “rete” regionale di monitoraggio della qualità dell’aria, per essere tale, non può prescindere dal controllo costante delle emissioni prodotte degli insediamenti produttivi nelle zone indicate. Anche questo aspetto mi adopererò affinché sia degno di considerazione nel documento contenente “Linee d’Indirizzo”, da inviare alla Regione Abruzzo, a firma congiunta, tra Comune di Vasto ed Azienda Regionale Attività Produttive.




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