Fotografia e arte contemporanea: Brunella Fratini presenta “Fluens”

In mostra dal 23 febbraio al 16 marzo al Museo di Arte Moderna Vittoria Colonna di Pescara

Attualità
Vasto giovedì 14 febbraio 2019
di Sara Del Vecchio
Brunella Fratini
Brunella Fratini © Vastoweb

VASTO. Ci sarà anche la fotografa vastese Brunella Fratini, il prossimo 23 febbraio, in mezzo ad altri 14 artisti all’inaugurazione di ISA - Immaginario Sentimentale Abruzzese di Arte Contemporanea. Si tratta di una mostra collettiva curata da Daniela Pietranico che vedrà presso il Museo di Arte Moderna Vittoria Colonna di Pescara l'esposizione di diversi lavori frutto di percorsi artistici eterogenei.

Brunella presenterà il suo ultimo lavoro intitolato Fluens: un titolo che richiama i termini "confluire" o anche "congiungere", come se qualcosa scorresse in cerca di un punto in cui arrestarsi, ma senza mai farlo del tutto. In continuità con i precedenti, anche in questo lavoro è l’acqua al centro della ricerca visiva portata avanti per due anni dall’artista. Una ricerca accurata, compiuta in alcuni luoghi della terra d'Abruzzo, piccole perle naturali di cui possiamo andare fieri.

Ma in quale senso, chiediamo a Brunella, l’acqua è l’elemento predominante in questi lavori? “Nel senso che il colore galleggia, abbraccia le superfici. E’ uno spazio naturale e sintetico quello di Fluens, dove l’acqua rompe gli equilibri della materia, scomponendo in milioni di gocce il confine tra l'elemento fisso della terra e quello mutevole dell'acqua stessa. Un’ epidermide liquida e momentanea che ricopre lo spazio nudo dell’anima.”

Una ricerca che ha ben attecchito in luoghi come le gole di Fara San Martino, dove il fiume è stato immortalato nel suo tratto di verde più visibile, oppure le Sorgenti del Lavino con le sue acque sulfuree, le gole di Serramonacesca, la Valle dell’Orfento o il bosco di don Venanzio, in cui c’è un punto dove il fiume precipita in una cascata. Si tratta di location con una conformazione prevalentemente visiva che hanno permesso all’artista di realizzare immagini studiando la luce, il terreno, la colorazione della vegetazione, i giochi di acqua e luminosità. Un’attenzione ai particolari che contraddistingue gli scatti a lavoro compiuto.

Fluens inoltre completa la personale ricerca sulle emozioni iniziata dalle acque dell'Adriatico: "Se il mare ne è il luogo, il fiume ne è il tempo. Se l’acqua nelle immagini del progetto Sea Space realizzato nel 2015, portava con se il senso dello spazio, una rappresentazione concentrica circolare del sentire, in Fluens le relazioni visive si mostrano primitive, nude, come le emozioni che ci originano, come un flusso che ci idrata, ci attraversa, senza mai placare la nostra sete di legami, come il flusso impetuoso di un torrente che si aggrappa alla terra che mai lo sostiene. Lo stato mutevole permette all'acqua d'insinuarsi ovunque e di assumere forme altrui, creando ponti tra spirito e materia. Insomma, è un po' come se l'acqua della terra potesse ricollegarsi a quella dell'universo, è un risalire la corrente, per congiungersi, abbracciare la propria anima."

Fluens nasce dopo due anni di lavoro, l'ossatura c'era ma mancava quella particolarità che riuscisse a mantenere la continuità con i lavori precedenti e allo stesso tempo a stabilire una netta differenza estetica. Perché l'acqua fra tutti gli altri elementi di cui la natura dispone?

"L'acqua ce l'ho dentro, il mare è nel cuore e nella testa. Una volta un critico riferendosi ad una mia foto mi ha detto che viveva in una dimensione amniotica. L'acqua considerata come una madre, ed è questo in fondo il senso di Fluens".

L'inaugurazione della mostra ci sarà il 23 febbraio alle ore 18 e l'esposizione sarà visitabile fino al 16 marzo.