Emergenza cinghiali: «L'abbattimento non è la soluzione al problema»

"Bisogna far invecchiare le popolazioni e limitarne la capacità riproduttiva"

Attualità
Vasto sabato 16 marzo 2019
di F. C.
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Emergenza cinghiali: «L'abbattimento non è la soluzione al problema»
Emergenza cinghiali: «L'abbattimento non è la soluzione al problema» © Vastoweb.com

VASTO. Quello dei cinghiali è un problema molto sentito nel vastese sia per gli agricoltori che vedono distrutti i loro campi e raccolti, sia per gli automobilisti sempre più a rischio incidenti. A Vasto, presso la sala Aldo Moro, la Associazione Madre Cultura ha proposto un convengo sul tema dal titolo "Emergenza cinghiali: situazione attuale e possibili soluzioni".

Nell'incontro si è affrontato a tutto tondo un problema di grande rilevanza sociale, ovvero quello del proliferare dei cinghiali e i danni che essi arrecano a persone, colture e autoveicoli. Si è dibattuto sul problema cinghiali in tutte le sue sfaccettature: normative, sanitarie, biologiche, ambientali e sociali con lo scopo di proporre soluzioni concrete per arginare tale fenomeno nefasto.

Giancluca Casciato, presidente di Madre Cultura, ha affermato: "Sono intervenuti molti esperti in materia, e abbiamo cercato di esaminare lo stato attuale dell'emergenza cinghiali e valutare soluzioni alternative all'abbattimento. La caccia può produrre l'effetto contrario di quello desiderato: metodi alternativi potrebbero essere la castrazione chimica o l'abbattimento selettivo di determinati capi specifici. Noi facciamo proposte e la nostra associazione mette a disposizione esperti, ma sono gli organi competenti che dovranno la loro propensione alla risoluzione del problema: speriamo che le nostre misure alternative vengano prese in considerazione."

Il professor Andrea Mazzatenta, professore della facoltà di Medicina veterinaria dell'università di Teramo, sul problema ungulati si è espresso così: "L'emergenza cinghiali non la scopriamo certo in Abruzzo: in Toscana, ad esempio, si è sperimentato che con catture e abbattimenti il problema è peggiorato. La soluzione è negli studi sulla biologia di questo animale, che ha sviluppato nel corso della sua evoluzione una serie di meccanismi atti a resistere alla pressione sulla specie stessa; l'unica strategia è quella di far invecchiare le popolazioni, lasciando vivere gli animali più anziani, e i cinghiali diminuiranno naturalmente. Inoltre, i grandi predatori, come il lupo, seleziona gli individui più giovani come preda. In poche parole, gli animali vanno lasciati invecchiare il più possibile, in questo modo si riduce la capacità riproduttiva, e si limita così il conflitto con l'uomo. Ci sono inoltre soluzioni, già sperimentate in altre regioni del centro Italia, come il life strade, che riduce gli incidenti stradali: si basa sulla sensoristica, che serve, qualora l'animale si avvicinasse alla carreggiata, ad avvisare il conducente del pericolo: il conducente dovrebbe diminuire la velocità, e lo stesso sensore innesca dei meccanismi che fanno allontanare l'animale selvatico dalla strada"

All'evento hanno preso parte gli amministrazioni locali, gli A.t.c., le associazioni ambientaliste, degli agricoltori e dei cacciatori. Sono intervenuti come relatori anche il dott. Lucio Racano già medico dell'ospedale "San Pio" di Vasto (aspetto sanitario),il dott. Simone Anselucci, veterinario del Parco Nazionale della Majella (aspetto veterinario e naturalistico), il carabiniere scelto Sonia Marini (Fototrappolaggio del cinghiale) e il vicepresidente di *Madrecultura" ing. Michele Fizzano (aspetto sociale-economico).

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