Franco Corleone: «Il dramma qui a Vasto è che le persone non hanno un fine pena mai»

Smargiassi: "Tanto il lavoro da fare, con Cifaldi discusso su come migliorare la qualità della vita degli ospiti e del personale"

Attualità
Vasto mercoledì 18 settembre 2019
di Federico Cosenza
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La visita presso la Casa Circondariale di Vasto
La visita presso la Casa Circondariale di Vasto © Vastoweb

VASTO. Questa mattina ha fatto visita presso la Casa circondariale di Vasto il dottor Franco Corleone, Garante dei detenuti nonché sottosegretario alla Giustizia che ha accompagnato due ricercatrici della Università di Firenze interessate ad analizzare il fenomeno delle Misure di Sicurezza.

Franco Corleone ha affermato: "Nelle carceri italiane aumenta il sovraffollamento come aumentano gli episodi di violenza perché è caduta la speranza della riforma della giustizia. A Vasto ci sono internati che hanno espiato la pena, ma che devono aver un surplus di pena perché considerati socialmente pericolosi. Si trovano qui persone che scontano in molti casi un ergastolo bianco per decine di anni con misure di sicurezza che vengono prorogate all'infinito, questo è contro l'umanità e contro la costituzione a mio parere. Sono qui per studiare il fenomeno e proporre anche delle modifiche per una riforma profonda. Il dramma qui a Vasto è che le persone sono senza speranza perchénon hanno un fine pena mai".

Hanno preso parte alla visita anche il garante dei detenuti dell'Abruzzo Gianmarco Cifaldi e i consiglieri regionali: Pietro Smargiassi, Sabrina Bocchino e Manuele Marcovecchio.

Per Cifaldi: "Il carcere di Vasto ha grande potenzialità, ma anche delle criticità. Abbiamo visitato la struttura e parlato con dei detenuti che mi hanno raccontato alcune lacune, in particolare quelle di una prospettiva di un futuro e verso una speranza di reinserimento concreto e vero nella società. Cercheremo di dare quella speranza".

La direttrice Giuseppina Ruggero si è espressa così: "Non si può restringere una persona su un concetto di pericolosità. Il dramma è che gli internati hanno già espiato una pena e continuano però ad essere ristretti per un tempo che è indeterminato".

“Personale insufficiente e poche prospettive per il futuro per gli ospiti della Casa del Lavoro di Vasto” è questo il commento del Presidente della Commissione Vigilanza di Regione Abruzzo Pietro Smargiassi (M5S) che, ha accompagnato il Professor Cifaldi, Garante dei detenuti, nella Casa Lavoro di Vasto. “E' la mia terza visita in questa struttura come Consigliere Regionale. Le difficoltà sono tante, specie per il personale in servizio che opera in inferiorità numerica rispetto a quanto necessario. Tanto lavoro deve essere ancora svolto, anche se qualche nota positiva c’è, come per esempio la disponibilità della Sartoria, per anni in attesa delle autorizzazioni Ministeriali, oggi perfettamente funzionante”.

“Resta il dubbio generale su questa misura di sicurezza "casa lavoro", a Vasto come nel resto d’Italia, nella sua funzione di mezzo per il recupero dei detenuti. Uomini che dopo aver pagato la loro pena, restano in una condizione di Ergastolo Bianco (così definito), che non prevede, di fatto, una “fine pena”. Questo perché le condizioni di riscatto sono limitate e spesso possono diventare occasione per reiterare un reato facendo scattare una nuova proroga alla misura cautelare. In pratica da lì non si esce. Si dovrebbe poi ragionare sulle misure a garanzia del personale (educatori, personale amministrativo, guardie) che opera in una condizione di rischio inaccettabile. Sono uomini e donne di Stato e come tali vanno rispettati e tutelati. Abbiamo discusso e ragionato su questo il Garante Cifaldi”, conclude.

A coordinare la visita il Comandante di Reparto Commissario Coordinatore, dottor Nicola Pellicciaro, ed il Funzionario Giuridico Pedagogico A3 F2, Lucio Di Blasio. Con ogni probabilità i dati raccolti dalle due ricercatrici potrà essere oggetto di discussione in un futuro convegno sul tema.