Tartufo candidato Unesco: “A rischio nel vastese per via dei cinghiali?”

“Gli ungulati ne facilitano la proliferazione ma, allo stesso tempo, entrano in concorrenza con gli stessi tartufai”

Attualità
Vasto lunedì 13 gennaio 2020
di Lea Di Scipio
Tartufo candidato Unesco: “A rischio nel vastese per via dei cinghiali?”
Tartufo candidato Unesco: “A rischio nel vastese per via dei cinghiali?” © Web

VASTO. Il tartufo rappresenta una risorsa naturale molto importante per l’Abruzzo e la regione si appresta a fare in modo che gli venga conferito il giusto valore.

“Potrebbe essere tranquillamente un prodotto tipico della nostra terra, anche se attualmente non è etichettato come tale”, ci spiegano alcuni tartufai che hanno contattato la nostra redazione.

Ed è proprio di pochi giorni fa la notizia che il tartufo d’Abruzzo si prepara ad esser candidato all’Unesco, grazie alla proposta avanzata della tavola rotonda tenutasi presso l’ex Arssa di Avazzano.

L’obiettivo sarebbe quello di inserire il territorio regionale all’interno della rete virtuosa delle “città del tartufo”.

“Ma il tartufo potrebbe essere a rischio proprio a causa dei cinghiali, croce e delizia di questo prodotto”, sottolineano gli esperti raccoglitori.

“Il cinghiale – ci spiegano - mangia il tartufo devastando il terreno perché scava fino a cercarlo per poi cibarsene. Lo fa per istinto, perché ne avverte l’odore. Non a caso questo tubero selvatico è stato scoperto nel 1700 proprio dai maiali lasciati liberi dai contadini”.

E, se da un lato gli ungulati sono dei veri e propri trasportatori perché “facilitano la proliferazione di questo prodotto attraverso le loro spore che creano letteralmente nuove tartufaie in zone diverse, dall’altro ne costituiscono un danno enorme perché se ne cibano”.

La qualità detta “scorzone”, quindi, sarebbe presente nel territorio proprio grazie “all’azione del cinghiale” che però, mangiandolo, “entra in concorrenza anche con gli stessi tartufai”.

E quali sono i tartufi più comuni nel vastese?

“Il tartufo nero chiamato scorzone estivo si trova dal mare fino in alta montagna”, ci spiegano i raccoglitori locali.

“Quello nero uncinato più pregiato– continuano - si trova, invece, in alta montagna nelle faggete presenti in tutte le province abruzzesi e, in particolare, in quella di Chieti lo raccogliamo dai 600 – 700 metri in su, nei pressi di Palena, Gamberale e nei paesi del versante chietino della Majella”.

Tra le tipologie di tartufo commestibili e tra quelli più commercializzati, ci spiegano, c’è quello biancoche costa di più perché più pregiato e saporito. Si trova nell’entroterra vestese, a Carunchio, Palmoli, Fraine, Castiglione e Schiavi d’Abruzzo e si può tranquillamento dire che sia allo stesso livello di quello d’Alba”.

Il tartufo nero pregiato, invece, che ha bisogno di un terreno con determinate caratteristiche ed altitudini, si trova nell’aquilano e, qualitativamente, “viene appena dopo il bianco”.