Debora da Bologna: “La mia preoccupazione è per i miei cari a Vasto”

"Lavorare mi aiuta e sto cercando di mantenere le mie abitudini di sempre"

Attualità
Vasto mercoledì 25 marzo 2020
di Lea Di Scipio
Debora da Bologna: “La mia preoccupazione è per i miei cari a Vasto”
Debora da Bologna: “La mia preoccupazione è per i miei cari a Vasto” © vastoweb.com

VASTO. Dopo i racconti di Sandra e Carmine da Londra (Leggi), di Fernando da Perth (Leggi) e di Cristina da Milano (Leggi), arriva quello della vastese Debora Stampone.

La nostra lettrice vive e lavora a Bologna dal 1997 e ci ha reso la sua testimonianza, scrivendo da uno dei posti più colpiti dal Coronavirus dopo la Lombardia, l’Emilia Romagna.

Ecco il suo racconto, corredato da una serie di foto scattate da lei e che testimoniano la città semideserta.

“Qui le restrizioni sono cominciate sin da subito, dato che l'Emilia Romagna si è adeguata a quelle della Lombardia. Prima di tutto è stata predisposta la chiusura delle scuole e poi dal 10 marzo c'è stata la restrizione dell’apertura di bar e ristoranti che potevano lavorare fino alle 18. Dal 12 marzo, invece, hanno iniziato a chiudere le attività commerciali, bar e ristoranti per tutto il giorno. Però ho notato che già diversi brand molto conosciuti, soprattutto legati all'abbigliamento, avevano preso la decisione di abbassare le saracinesche.

Per quanto riguarda me, non è cambiato quasi nulla, nel senso che continuo a lavorare perché il mio settore non si è fermato, anche se lo facciamo assolutamente in condizioni di sicurezza. Sono, infatti, in ufficio da sola e rispettiamo tutte le misure predisposte per la condivisione degli spazi comuni.

Lavorare mi aiuta, anche se la tensione personale è altissima.

In questo periodo sto cercando di mantenere le mie abitudini di sempre.

Spero nel profondo del cuore che tutto torni alla normalità e, quindi, non voglio farmi trovare impreparata. La mia sveglia è sempre puntata alle 6 del mattino, faccio attività fisica, ovviamente dentro casa, e poi vado al lavoro. Nel fine settimana sono chiusa nel mio appartamento e faccio quello che fanno tutti, ossia le pulizie e mi diletto in cucina.

Per il resto Bologna la vedo veramente molto vuota e questa cosa non mi fa piacere. Molto spesso sento le sirene delle ambulanze e di quelle poche persone che si incontrano per strada, la maggior parte sono dotate di mascherine e guanti.

Nell'ultima settimana ho notato che rispetto alle precedenti ci sono lunghissime file davanti ai supermercati, davvero esagerate, infatti non so come dovrò fare le prossime volte che dovrò rifornirmi io.

Per il resto la mia preoccupazione non è neanche tanto rivolta a me, ma a i miei cari che sono a Vasto e a tutte quelle persone più deboli che vengono colpite da questo brutto virus”.