Stop terapie al Cireneo, Monica Manes “I nostri figli regrediscono”

Sindaco Menna: “Mi farò portavoce di questa problematica perché siamo una città sensibile ed attenta"

Attualità
giovedì 30 aprile 2020
di Lea Di Scipio
Stop terapie al Cireneo, Monica Manes “I nostri figli regrediscono”
Stop terapie al Cireneo, Monica Manes “I nostri figli regrediscono” © personale

VASTO. “Sono madre di un bimbo con spettro autistico grave comma 3, che frequentava il Cireneo finché non sospendesse le terapie con i pazienti esterni, a causa dell’emergenza Coronavirus. Adesso mio figlio rischia di perdere tutti i progressi raggiunti in un lungo e faticoso percorso di 6 anni”.

Queste le parole di Monica Manes che, dopo aver letto un nostro precedente articolo sull’importanza della continuità delle terapie nella disabilità (Leggi), ci ha contattato per aggiungere la sua voce.

“Da una visita specialistica a Pisa è emerso che le cure per lui più adatte sarebbero quelle Aba, ma noi ci siamo accontentati di quelle messe a disposizione dal Cireneo, dove comunque ci sono ottimi professionisti, con i quali il bambino è riuscito ad ottenere molti risultati”, sottolinea la donna.

Ma ecco la richiesta, a nome di tanti altri piccoli pazienti: “Da quando è cominciata la quarantena ci sentiamo completamente abbandonati dalle istituzioni. La riapertura del centro deve essere, invece, tra le priorità assolute perché questi bambini, senza le dovute e costanti cure, stanno tornando indietro e noi genitori siamo senza tregua e non resisteremo ancora a lungo. Il comune ha proposto un assistente a domicilio, ma non si tratta di un terapista specializzato. Chiedo, quindi, che il centro riapra, si organizzi con una turnazione adeguata alle esigenze del decreto sicurezza (igiene, controllando la temperatura all’ingresso, ecc.) e si attrezzi per assicurare la somministrazione della terapia anche una volta a settimana. Non possiamo aspettare ancora, i nostri figli rischiano di tornare indietro. La parte online che ci è stata proposta in alternativa a loro non serve a nulla, soprattutto per i casi più gravi”.

Abbiamo ascoltato in merito il sindaco di Vasto Francesco Menna che ha dichiarato quanto segue: “mi farò portavoce di questa problematica perché siamo una città sensibile ed attenta, tanto da essere stati i primi ad interviene sulla possibilità di consentire le uscite ai ragazzi che necessitano spazi di libertà e movimento con i loro genitori o assistenti, durante l’emergenza del Coronavirus. È importante che questi ragazzi speciali riprendano queste cure speciali, oltretutto a Vasto che annovera un struttura tra le più importanti della regione”.