Carmine e Felice sposi: “Dobbiamo essere coraggiosi e far valere i nostri diritti”

“Speriamo che la panchina arcobaleno verrà sistemata al più presto”

Attualità
giovedì 28 maggio 2020
di Lea Di Scipio
Carmine e Felice sposi: “Dobbiamo essere coraggiosi e far valere i nostri diritti”
Carmine e Felice sposi: “Dobbiamo essere coraggiosi e far valere i nostri diritti” © Roberto D’Agostino

VASTO. Carmine e Felice si sono sposati presso il Comune di Vasto il 26 maggio dopo un lunga storia d’amore. A sugellare legalmente questa unione è stata l’assessore Anna Bosco, particolarmente commossa.

All’indomani della cerimonia, infatti, quest’ultima ha condiviso un lungo pensiero sulla sua pagina social, rimarcando l’aspetto veramente essenziale che induce a questa scelta, cioè l’amore.

E non solo. I novelli sposi hanno anche deciso di farsi scattare una foto sulla panchina arcobaleno, che si trova nella Villa Comunale di Vasto a testimoniare l’impegno della città contro ogni forma di omofobia.

Abbiamo deciso di intervistare i due giovani per farci raccontare la loro storia.

Come vi siete conosciuti?

Tutto è iniziato su un sito di incontri. Io (Felice) mando un messaggio a Carmine il 26 maggio 2009 e organizziamo un appuntamento. Ci siamo incontrati il 31 maggio a Torre del Greco e da allora non ci siamo più lasciati. Dopo un anno abbiamo deciso di convivere e nel 2014 ci siamo trasferiti da Napoli a Vasto per trovare fortuna. Carmine lavora in un’azienda metalmeccanica ed io purtroppo sono ancora in attesa di occupazione. È difficile e a volte se non fosse per Carmine sarei sempre a piangere. A gennaio 2019 abbiamo coronato il sogno di acquistare la nostra casa.

Quando avete deciso di sposarvi?

Una mattina del mese di luglio dell’anno scorso ci addormentammo al mare sotto il sole. Carmine si prese una scottatura di 2 grado alla gamba destra e andammo al pronto soccorso di Vasto e, dopo aver fatto la visita medica, mentre la dottoressa sbrigava le carte per le dimissioni, le feci una domanda e lei, alquanto infastidita, mi urlò contro chiedendomi chi fossi e che non potevo stare lì insieme al mio compagno e mi fece uscire fuori. Da lì che capimmo che eravamo senza diritti se non ci saremmo uniti civilmente, così decidemmo di fare il passo. Abbiamo presentato domanda al Comune e fatto coincidere la data con il nostro undicesimo anniversario.

Avete scattato una foto sulla panchina arcobaleno contro l'omofobia che da poco è stata vandalizzata. Cosa ne pensate? A che punto è il riconoscimento dei diritti Lgbt in Italia?

Abbiamo pensato di fotografarci lì proprio per dare un messaggio di pace a tutti coloro che non hanno capito cos’è l’amore e che si può amare a prescindere dal sesso, religione, colore. A che punto siamo sui diritti degli omosessuali? Credo che c’è ancora tanta strada da fare e l’abbiamo vissuto sulla nostra pelle. Noi ragazzi senza unirci non siamo nessuno, dobbiamo essere coraggiosi per far valere i nostri diritti come esseri umani. Tante sono le difficoltà, io le affronto tutti i giorni. Per noi anche trovare un semplice lavoro è un problema, anche presentarsi in una agenzia interinale lo è. Non voglio fare di tutta l’erba un fascio, ma personalmente trovo spesso porte chiuse.

Quale messaggio sentite di voler mandare?

Nonostante tutto siamo fiduciosi e vogliamo dirvi che andrà tutto bene. Ringraziamo la maggior parte delle persone che con un semplice messaggio ci hanno aperto il cuore e ci hanno fatto capire che si può migliorare e che voler bene è possibile. Vedere un assessore come Anna Bosco commuoversi e spendere delle parole così belle per noi è una sensazione da brivido e per questo la ringraziamo di cuore. Speriamo che la panchina arcobaleno verrà sistemata al più presto. Curatela, non fatela del male e cercate di accudirla come se fosse un vostro figlio. Solo così possiamo educare e far crescere tutti noi in modo esemplare e senza discriminazioni.