​Famiglia senza acqua da 22 giorni: “Abbiamo 65 animali e stiamo vivendo l’inferno”

"Per bere e cucinare compro faldoni di acqua. Tutto ciò ha un costo: è giusto pagare, quindi, un servizio che non viene offerto?"

Attualità
mercoledì 01 luglio 2020
di Lea Di Scipio
​Famiglia senza acqua da 22 giorni: “Abbiamo 65 animali e stiamo vivendo l’inferno”
​Famiglia senza acqua da 22 giorni: “Abbiamo 65 animali e stiamo vivendo l’inferno” © personale

VASTO. “Abito in campagna con la mia famiglia e abbiamo circa 65 animali. Da 22 giorni siamo senza acqua potabile”.

In molti a Vasto e dintorni sanno cosa significhi restare senza acqua per giorni. La querelle sulla gestione di questo bene pubblico sta andando avanti e non si è ancora giunti a delle soluzioni concrete per le criticità sussistenti nel nostro territorio.

Anzi, sono già iniziate ad arrivare, puntuali, le comunicazioni di interruzione causa lavori.

Ma cosa succede quando si ha un'attività agricola o di allevamento?

Le cose si complicano notevolmente e a raccontare la sua tragica esperienza è Nicola Acquarola, un istruttore cinofilo con la passione per la natura e gli animali.

“Già da quando c’è stato il danno alle tubature di Fara San Martino abbiamo notato il calo della pressione, ma ora, da circa 3 settimane, stiamo vivendo l’infermo”.

Sì, perché dal rubinetto non esce più una sola goccia e lui e la sua famiglia, compresi 52 cani, 1 cavallo, 4 pecore e poi, galline, galli, tartarughe, gatti, stanno affrontando tantissime difficoltà senza una risorsa così preziosa alla quale nessun vivente potrebbe mai rinunciare.

Per lavare gli animali e per la gestione della case, delle cucce e delle stalle uso il mio pozzo e quello del vicino, ma non è potabile, quindi per bere e cucinare compro faldoni di acqua. Ma tutto ciò ha un costo: è giusto pagare, quindi, un servizio che non viene offerto? È giusto lasciare una famiglia in queste condizioni, tanto più che per l’emergenza Covid si è parlato tanto di igienizzazione e sicurezza?”, afferma amareggiato Acquarola.

E ancora racconta: “La Sasi e il Sindaco di Vasto conoscono bene la situazione ma finora non si è risolto niente. I tecnici hanno detto che verranno per cercare la rottura, ma non ancora si vede nessuno”.

E non finisce qui, perché proprio sopra la mia terra ci sono le vasche di approvigionamento della Sasi con oltre 800 quintali che riforniscono alcuni quartieri e contrade di Vasto e che si trovano a soli 350 metri da casa mia, aggiunge esterrefatto.

Infine: “Ho scritto anche ad alcuni programmi nazionali. Datemi una mano, ho davvero bisogno di aiuto”, conclude Acquarola lanciando il suo accorato appello a chi di competenza.