Sentenza cementificio: "Comune e Regione ora agiscano concretamente"

"Valutino complessivamente qualità aria ed emissioni a Punta Penna"

Attualità
mercoledì 08 luglio 2020
di La Redazione
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Zona industriale Punta Penna dall'alto
Zona industriale Punta Penna dall'alto © Il Martino

VASTO. "La sentenza del TAR che ha bocciato il parere favorevole comunale alla valutazione d’incidenza sul progetto Es.cal. è chiara e netta. Il sindaco Menna e l’assessore Cianci hanno commentato tornando a parlare di riconversione ecologica. Ora Comune e Regione passino a fatti concreti, sono troppi anni che sentiamo sempre le stesse parole e troppi anni che si ripetono sempre gli stessi conflitti. Sollevati, seguiti e studiati quasi sempre solo grazie all’incalzare e a documenti di associazioni e cittadini.

Negli stessi giorni della sentenza, ancora una volta, sulla spiaggia di Punta Penna – tante volte declamata e orgogliosamente sbandierata dagli amministratori come cartolina della città – molte persone hanno lamentato cattivi odori. Non è accettabile che sono tanti anni che queste segnalazioni si ripetono, anche in documenti ufficiali come abbiamo riportato in un dossier del novembre 2017, quasi 3 anni, e chi di dovere non ha mai accertato in maniera documentata e incontrovertibile e netta cause e agito di conseguenza.

La sentenza del TAR è netta e lineare: basta inseguire progetti singoli e valutare in maniera spezzettata quanto accade: va valutato l’effetto cumulo di tutte le emissioni e di tutta l’area, nel suo complesso e considerando che una fonte potrebbe anche essere di moderato inquinamento ma insieme ad altre fonti il quadro può diventare molto più grave. Le motivazioni del TAR sono le stesse di una precedente sentenza dell’aprile 2018 e, incredibilmente, allora fu bocciata una valutazione ambientale regionale impugnata dal Comune di Vasto. Il Comune sia quindi coerente e non riparta ogni volta dalla casella di partenza: mai più queste situazioni, si tenga conto di quanto i giudici hanno scritto due anni fa e ci sia una svolta nell’azione amministrativa e politica. In ogni valutazione ambientale si deve tener conto dell’effetto cumulo, va valutata la totalità della qualità dell’aria e una volta per tutte vengano messe in campo – concretamente e non solo nelle dichiarazioni politiche del momento – ogni azione possibile per valutare tutte le emissioni, per conoscere e far conoscere ai cittadini cosa respirano, da dove vengono i “cattivi odori” e si agisca prima di subito. È già troppo tardi. Anche perché ci sono sentenze di tribunale chiare e precise anche sulla percezione di “cattivi odori”: la Corte di Cassazione il 26 settembre 2012 ha emesso condanna per un impianto autorizzato alle emissioni e che non aveva superato i limiti tabellari di legge, il 5 maggio 2014 il TAR Veneto ha sentenziato che il cattivo odore anche se non è disciplinato in maniera specifica dal legislatore, è da considerarsi una forma di inquinamento atmosferico che può causare pesanti disagi per la qualità della vita e per l’ambiente. "

ARCI VASTO