​"Con il Sax on the Beach violate le leggi della riserva di Punta Aderci"

"Ognuno è libero di fare le sue scelte, però l'amministrazione pubblica deve rispondere alle leggi dello stato”

Attualità
giovedì 13 agosto 2020
di Lea Di Scipio
​
​"Con il Sax on the Beach violate le leggi della riserva di Punta Aderci" © vastoweb.com

VASTO. “Dobbiamo affrontare tutto con la massima tranquillità, senza scontri. Ognuno di noi ha una sua storia che mette a disposizione di questo territorio. Tralasciando questioni che non sono di nostra competenza, come la sicurezza o le norme anti Covid, di cui si occuperanno organi superiori, ci preme, invece, che venga rispettata la normativa vigente all’interno dell’area protetta”.

Così Lino Salvatorelli, presidente della sezione Arci di Vasto, dichiara all’indomani delle ultime vicende legate all’evento “Sax on the beach”.

Sette le serate in musica previste all’interno della Riserva Naturale nei suoi tre punti più suggestivi, il Promontorio, le spiaggia di Mottagrossa e Punta Penna. E dopo il grande successo riscosso con le prime cinque è arrivato lo stop che di fatto ha annullato i successivi due appuntamenti.

A deciderlo l’Amministrazione comunale di Vasto, insieme alla stessa direzione artistica.

Intanto sui social si è scatenata una vera e propria “battaglia di opinioni” e in molti si sono chiesti “perché sia stata così tanto osteggiata, invece di essere considerata un’occasione ghiotta anche a fini turistici”.

Secondo le associazioni ambientaliste locali, la ragione è ben chiara e risiede nella violazione delle regole vigenti all’interno dell’area in cui si è svolta la manifestazione.

“Parliamo di due elementi oggettivi coesistenti. Da una parte si tratta di un’area Sic (Sito di importanza comunitaria), per cui ogni azione che si intende fare, deve essere sottoposta a valutazione di incidenza ambientale (Vinca), imprescindibile per restare nella legalità. Dall’altra è Riserva Regionale Naturale, sancita dalla legge della Regione Abruzzo del 1998, avente un piano di assetto che all'articolo 30, in uno dei commi, stabilisce chiaramente che è vietata qualunque attività che possa recare danno alle specie vegetali e animali all'interno della Riserva stessa. Nella nostra opinione questi due elementi giuridici non sono stati rispettati e, quindi, esercitiamo il nostro diritto di sapere che ciò venga verificato”, spiega Salvatorelli.

E ancora sottolinea: “Negli anni abbiamo bloccato tanti progetti, dal cementificio alla biomassa, dall’acido cloridrico alle ecoballe e la cava e abbiamo potuto farlo applicando queste normative, la valutazione di incidenza e il rispetto del piano di assetto naturalistico. Se questo norme vengono ora disattese, potranno facilmente esserlo poi per una situazione più complessa, perché in Italia la giurisprudenza è fatta da precedenti. Finché saremo nella facoltà di agire, continueremo a chiedere l'applicazione di queste norme”.

Infine: “Siamo in democrazia e se la classe politica o i cittadini stessi ritengono che queste norme siano stringenti, si adoperino per cambiarle. Chi conosce la legge e non interviene attraverso gli esposti è come se fossero omertosi e, poiché non ci teniamo ad esserlo, fin quando c'è questa legge noi agiremo. Non ce l'abbiamo con nessuno, né con i musicisti, né con i frequentatori dell’area protetta. Ognuno è libero di fare le sue scelte, però l'amministrazione pubblica deve rispondere alle leggi dello stato”.