​Punta Aderci: “I cavallucci marini tornano a nuotare grazie alla Zostera noltii”

I primi risultati del progetto Calliope, iniziativa Life per la biodiversità costiera

Attualità
martedì 15 settembre 2020
di Lea Di Scipio
Cavallucci marini e Zostera noltii
Cavallucci marini e Zostera noltii © Dorset Echo

VASTO. In occasione della giornata dedicata al ricordo dei capodogli spiaggiati il 12 settembre 2014 e di cui quattro furono salvati grazie all'azione repentina e di cuore dei vastesi (Leggi), si è tenuta una ‘passeggiata a tappe con gli esperti’.

Nel tratto tra il casotto informativo di Punta Aderci e quello di Punta Penna, i partecipanti hanno potuto ascoltare i primi risultati delle ricerche svolte nell’ambito del progetto Calliope, realizzato grazie all’iniziativa europea Life.

Di cosa si tratta l'hanno spiegato ai nostri microfoni i partner di progetto Angela Stanisci, esponente dell’Università del Molise, e Tommaso Pagliani, del consorzio Mediterraneo.

“Il progetto Calliope è iniziato da circa due anni ed è finalizzato alla tutela degli ambienti costieri e marini di alcune aree Zsc della nostra regione. Sono aree protette a livello comunitario in base alla direttiva Habitat e nel nostro caso sono la Riserva Naturale di Punta Aderci e di Ortona. Abbiamo concluso la fase degli studi preliminari e proposto l'estensione a mare della riserva di circa 300-500 metri dalla linea di deriva. Questo perché c'è una grandissima biodiversità, in gran parte poco nota, soprattutto negli ambienti marini. Le riserve costa-mare sono una novità per il litorale Adriatico e sono molto più funzionali dal punto di vista della gestione della loro tutela. La spiaggia ha bisogno del ripascimento nella misura di questo stesso loro rapporto dinamico”, dichiara Stanisci.

E quali siano questi primi risultati portati alla luce dalla ricerca, ricordiamo, ancora in corso, ce lo ha raccontato Pagliani: “sono state effettuate delle immersioni per verificare le conoscenze scientifiche già disponibili e che per la verità erano davvero poche. Su questi fondali, in particolare, le ricerche sono state volte alla verifica della presenza di Habitat comunitari, quindi marini, che sono di interesse della commissione europea in base alla Direttiva Habitat. Ed in effetti sono stati rinvenuti due Habitat che era già data per certa, cioè delle scogliere sommerse ma anche semi-emerse, e l'habitat dei fondali sabbiosi. In più è emerso un habitat di piccole dimensioni da un punto di vista dell’estensione superficiale e che è proprio prospiciente Punta Aderci ed è tipico delle grandi cale e delle baie poco profonde, per via della presenza non di un’alga, ma di una pianta marina superiore che ha foglie, frutti, fusto e radici e che si chiama Zostera noltii. È una pianta che crea dei tappeti erbosi simili alle graminacee che troviamo sui prati. È un habitat idonea per lo sviluppo di animali molto preziosi come il cavalluccio marino che è sostanzialmente quasi scomparso ma lo abbiamo ritrovato, anche se con pochi esemplari, nella zona prospiciente Punta Aderci”.