​Assalto al "drive in" di Atessa: "4 ore in fila per fare un tampone"

"Mia figlia ha il raffreddore, il pediatra le ha prescritto il test diagnostico"

Attualità
mercoledì 07 ottobre 2020
di Lea Di Scipio
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​Assalto al "drive in" di Atessa: "4 ore in fila per fare un tampone" © vastoweb.com

VASTO. Può durare ore l'attesa per fare il tampone prescritto dal proprio medico. Sta accadendo in questi giorni e le foto della lunga fila al "drive in" di Atessa sono state scattate proprio nella mattinata di ieri 6 settembre.

"Circa 35 macchine erano già in coda quando sono arrivato intorno alle 10", racconta un nostro lettore.

E continua: "È stato estenuante aspettare il turno che è arrivato ben 4 ore dopo, cioè intorno alle 14.30. Il momento del prelievo è durato pochissimo tempo mentre alcune persone ne hanno impiegato molto di più, forse perché non erano in possesso di un adeguato documento oppure c'è stato qualche altro intoppo. Noi avevamo la regolare richiesta del pediatra e quando è finalmente toccato a noi ci abbiamo messo una manciata di minuti".

Sì perché il vastese si è recato per far sottoporre al test la figlia di 11 anni affetta da un "semplice" raffreddore.

Secondo il protocollo la prescrizione del tampone scatta in presenza di sintomi correlati al Covid-19 quali sicuramente febbre, tosse secca e spossatezza.

"In teoria per un raffreddore non è necessario eseguirlo", spiega alla nostra redazione un pediatra. Quest'ultimo continua: "Bisogna cercare di usare il buon senso, magari non mandando il bambino a scuola per qualche giorno in modo da essere certi che il quadro non si complichi con il sopraggiungere di altri sintomi o con un peggioramento nonostante una terapia adeguata".

D'altronde in base alla circolare del 24 settembre 2020, il bambino diventa un "caso sospetto con temperatura corporea sopra i 37,5° e sintomatologia compatibile con Covid-19". Ed è quando si presenta questa situazione che "il pediatra deve richiedere tempestivamente il test diagnostico".

A regnare tra i genitori sembra esserci comunque caos se si pensa che febbre, rinite, tosse, nausea, diarrea e vomito sono sintomi tipici delle influenze stagionali.

L’unica certezza è quella che serve il certificato del medico curante per rientrare in classe, ma il tampone non è detto che scatti immediatamente.