Anche a Pescara il Flash mob per mantenere le scuole aperte

"La scuola non si chiude né in Campania né altrove"

Attualità
domenica 18 ottobre 2020
di La Redazione
Covid-19
Covid-19 © Vastoweb

ABRUZZO. E se la scuola chiudesse di nuovo a solo un mese dalla riapertura? In Campania si è giá scelto di chiudere le scuole dalla primaria alle superiori come prima soluzione per contenere i contagi. La prossima regione potrebbe essere la nostra.

“La scuola non si chiude, né in Campania né altrove “ è il grido di protesta del comitato Priorità alla scuola, che il 17 ottobre ha invaso i social con foto e hashtag #lascuoalnonsichiude in solidarietà alla Campania che ha attivato presidi permanenti in diverse province “La scuola non è il virus!” contro la decisione del governatore De Luca.

Domani, 19 ottobre, sarà la volta di presidi e flash mob in diverse province dalla Lombardia alla Puglia, davanti alle Regioni ed alle Prefetture per ribadire la contrarietà al blocco delle attività didattiche in classe a meno che non ci sia un nuovo lockdown.

In Abruzzo, l’appuntamento è a Pescara in Piazza Italia alle ore 19:00 per un Flash Mob.

Il comitato organizzatore invita i partecipanti ad indossare una mascherina con disegnata sopra una croce con pennarel nero, a portare con sè un libro e/o uno zaino
ed un cartello con slogan/frase a propria scelta.

“E’ inammissibile pensare ad una nuova chiusura delle scuole, quando invece si dovrebbe fare di tutto per garantire il diritto allo studio dei nostri figli, già fortemente penalizzati dai lunghi mesi trascorsi a casa con la didattica a distanza. Il nostro sistema politico relega l'istruzione in fondo e la considera alla stregua di un anello di una catena sacrificabile. Quando non lo è e non potrá mai esserlo, finchè anche solo una coscienza resterá sveglia. L'istruzione è un diritto fondamentale al pari della salute. Priorità alla scuola da aprile scorso si batte e chiede prima di tutto sicurezza, altri spazi, più trasporti, più docenti, meno alunni per classe, presidi sanitari a scuola, tamponi veloci, precedenza nei prelievi per il personale scolastico.
Nel frattempo la scuola è iniziata e con enormi sacrifici sta tenendo duro. Alle superiori già in forme miste tra presenza e digitale. Ma tutto il resto non è stato messo in sicurezza. Bisogna potenziare i trasporti e i sistemi sanitari locali. Servono nuovi investimenti, subito. La frequenza in presenza a scuola, limitando al massimo le occasiono di contagio all’esterno, è realizzabile, e può diventare anche un vantaggio in termini di contenimento dei contagi. A scuola i protocolli e le regole sono rispettate e lasciare fuori dalle aule gli studenti e le studentesse senza chiudere il resto, non ha senso.
La narrazione che però predomina è sempre quella che vede le scuole come luoghi appestati e pericolosi, che alimenta la paura e sposta l'attenzione dai veri luoghi di contagio.
Bisogna rovesciare questa narrazione, prendere coscienza che un paese che, per contenere i contagi, parte subito in quarta a chiudere le scuole di cui non si è mai curato è un paese che si avvia ad un epilogo tragico.
Il messaggio del comitato Priorità alla scuola è semplice: non chiudiamo le scuole se non è tutto il paese a doversi fermare per un secondo totale lockdown e continuiamo a lottare per migliorare le condizioni di sicurezza nelle scuole, sui trasporti e per potenziare la sanitá pubblica nelle nostre regioni.
Chiudiamo tutto ciò che può essere chiuso prima di chiudere le scuole!”