Senologia di Ortona: “Nessun rischio, a gennaio il nuovo primario”

L'intervento del direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti Thomas Schael

Attualità
domenica 22 novembre 2020
di La Redazione
Senologia di Ortona: “Nessun rischio, a gennaio il nuovo primario”
Senologia di Ortona: “Nessun rischio, a gennaio il nuovo primario” © Web

ORTONA. “Sono a dir poco sorpreso da una mobilitazione che nasce dal nulla”: non si fa attendere l'intervento del direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Thomas Schael, in merito alla petizione dei sindaci che chiedono la salvaguardia della Senologia di Ortona.

“Non c’è un atto, un documento, tantomeno un’intenzione che possa mettere in pericolo la permanenza di un'unità operativa che negli anni ha svolto un ruolo prezioso per la salute della donne - prosegue Schael -. Perciò non posso fare a meno di restare interdetto davanti a un coinvolgimento di amministratori a fronte di un problema che non esiste. E’ in atto il concorso per l'attribuzione dell'incarico di direttore di struttura complessa: sarà nominato entro gennaio, scegliendo il candidato migliore tra quelli che hanno presentato domanda, il cui termine è scaduto il 9 novembre. Subito sarà insediata la commissione per la valutazione dell’ammissibilità e dei titoli e, a seguire, si passerà ai colloqui. A guidare l'unità operativa sarà un professionista di comprovate capacità, che sia all'altezza di una Breast Unit che si è vista confermare di recente la prestigiosa certificazione Eusoma, ancora una volta. Non esiste, quindi, una questione Ortona, la Senologia non è in discussione, come non lo è la vocazione chirurgica mantenuta anche in questa fase Covid-19. Sul ‘Bernabeo’, vale la pena ricordare, sono state compiute scelte chiare anche da parte della Giunta regionale, con l'attribuzione di un milione di euro per la messa a norma del presidio e con la proposta di promuoverlo a ospedale di base da parte dell’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, nell'ambito della rimodulazione della rete ospedaliera. Appare, dunque, evidente che la mobilitazione non ha motivo di esistere, non c'è nulla da difendere perché nulla è a rischio. In sanità contano gli atti, non può esserci spazio per congetture. L'unico atto che esiste è quello riferito al concorso”.