Voleva vendere una moneta antica, denunciato 72enne per detenzione illecita

Voleva venderla a 85 euro. L’inserzione notata da un carabiniere della Compagnia di Atessa

Cronaca
venerdì 23 luglio 2021
di La Redazione
Voleva vendere una moneta antica, denunciato 72enne per detenzione illecita
Voleva vendere una moneta antica, denunciato 72enne per detenzione illecita © Carabinieri Atessa

ATESSA. Un 72enne di Atessa, A.M, è stato denunciano alla Procura della Repubblica di Lanciano per detenzione illecita di materiale archeologico.

L’uomo aveva pubblicato sulla piattaforma Marketplace la vendita di una moneta antica al prezzo di euro 85. L’inserzione, era stata notata da un carabiniere della Compagnia di Atessa che avviava le indagini e dopo aver contattato il venditore, simulando un interessamento all’acquisto, stabiliva un incontro per visualizzate l’antica moneta. Durante l’incontro, dopo aver visualizzato l’oggetto in vendita e accertato che si trattava di una moneta antica probabilmente autentica, il militare si rendeva disponibile all’acquisto di altri oggetti simili che il venditore mostrava tranquillamente pensando che avrebbe concluso un buon affare. In totale il 72enne mostrava al carabiniere nove monete antiche e una medaglietta di cui non aveva nessun titolo che ne attestasse la lecita provenienza.  Una volta accertato il reato, il militare dopo essersi qualificato faceva intervenire altro personale della Stazione carabinieri di Atessa che era in attesa fuori dell’abitazione dell’uomo. Tutti i reperti venivano sequestrati e fatti visualizzare ad un esperto della Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio di Chieti e Pescara che li ha classificati come originali e autentici, definendo alcuni pezzi storicamente interessanti e rari, con una datazione che va dal III secolo A.C al III secolo D.C, abbracciando varie epoche romane, dal periodo repubblicano a quello imperiale, dalla Magnagrecia passando per gli imperatori Augusto, Tiberio, Claudio, Nerone e Caligola. La medaglietta invece è di un’epoca più recente, risale al XVII/XVIII secolo d.c, probabilmente proveniente da un ossario di una Chiesa.

Sarà il Tribunale di Lanciano a stabilire la futura destinazione dei reperti che come riferito dall’esperto della Soprintendenza andrebbero ulteriormente studiati con l’analisi delle tracce ancora presenti, in particolare del terreno, utile per risalire al luogo di provenienza.       

Capitano Alfonso Venturi.