Distrabella: un racconto per bambini realizzato dalla vastese Claudia Gattella

Cultura
Vasto venerdì 31 marzo 2017
di redazione
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Distrabella: un racconto per bambini realizzato dalla vastese Claudia Gattella
Distrabella: un racconto per bambini realizzato dalla vastese Claudia Gattella © n.c.
VASTO. Il 29 marzo è uscito un racconto che favorisce l'integrazione e l'educazione empatica: “Distrabella e il draghetto Rossello” di Claudia Gattella, esperta in educazione e formazione, con illustrazioni di Michela Pollutri, edito da Caravaggio editore di Vasto. Si tratta della storia (adatta a bambini dai 3 anni in su) che ha per protagonisti Orietta, una bambina apparentemente un po’ distratta, e un draghetto. Distrabella, in un momento di difficoltà dovuto alla sua disattenzione, trova per caso il draghetto Rossello che, lontano dal proprio paese, si è perso nella sua scuola. Tra un po’ di confusione e qualche scena esilarante, nascerà una nuova amicizia. Grazie ai valori che promuove, il libro ha ottenuto il patrocinio morale dell’Unicef e per ogni copia acquistata verranno donati due pasti Plumpynut (panetti di pasta di arachidi addizionati con vitamine, sali minerali e altri preziosi ingredienti che permettono il recupero del peso in tempi rapidi) a bambini malnutriti nei Paesi in via di sviluppo. Distrabella e il draghetto Rossello si pone l’obiettivo di sottolineare l’unicità di ogni bambino e la sua naturale capacità di saper accogliere e includere “l’insolito”, senza nessun particolare insegnamento alla comprensione della diversità. L'autrice ama parlare di “In-Te-gr-Azione”, che non è un errore di sillabazione, ma un modo semplice e immediato per evidenziare l’azione dell’integrare l’altro. I bambini hanno questa capacità innata di integrarsi e integrare senza pregiudizi e filtri; non avrebbero nemmeno bisogno di iniziative educative in tal senso, se i genitori non si sforzassero – a volte in modo del tutto inconsapevole – di sopprimere questo talento, piantando paletti ed etichette per incasellare cose e persone. Il racconto favorisce, inoltre, l’educazione empatica, basata sull'ascolto e sulla comprensione del “bambinese”, lingua a volte divertente e altre quasi incomprensibile, spesso liquidata dai “grandi” senza la reale volontà di addentrarsi nel mondo e nelle emozioni dei più piccoli. I figli di oggi, apparentemente “distratti” e ineducati, in realtà esplorano la realtà (fin troppo piena di stimoli) che li circonda, da tutti i punti di vista possibili: motorio, linguistico, grafico, plastico, relazionale e così via. Con Distrabella e il Draghetto Rossello i bambini si identificano subito e trovano assolutamente liberatoria la legittimazione del loro essere semplicemente se stessi, senza modelli educativi da seguire. Distrabella, in più, dimostra come la giusta motivazione (anche a scuola) favorisca la curiosità verso l’apprendimento. La “noia” (della scuola cattedratica, obsoleta, fuori dal mondo dei bambini) è un’emozione che allontana i ragazzi dall'istruzione, dai contenuti e dalla cultura in genere, pertanto il libro vuole anche essere un invito alla riflessione pedagogica, rivolto a docenti e addetti ai lavori, affinché si prendano in considerazione nuovi progetti e strategie educative. Distrabella, a partire da Aprile, farà il giro d’Italia e sarà presentato in un’ampia varietà di location: non solo in librerie, ma anche al Children’s Book Fair di Bologna (presso lo stand dell’Unicef), al Salone Internazionale del Libro di Torino (presso lo stand della Caravaggio Editore) e poi in case famiglia, ospedali pediatrici, in molte scuole, biblioteche e perfino al Senato della Repubblica. I bambini potranno ascoltare la lettura ad alta voce e partecipare a giochi multi-sensoriali in itinere e a un laboratorio grafico pittorico.