Patrimonio archeologico, Di Giacomo: «Valorizzare i musei del Vastese»

A Monteodorisio la presentazione del restauro di un frammento dell'antico monastero di Fresagrandinaria

Cultura
Vasto giovedì 08 novembre 2018
di Sara Del Vecchio
Convegno al Museo Archeologico del Vastese a Monteodorisio
Convegno al Museo Archeologico del Vastese a Monteodorisio © Vastoweb

MONTEODORISIO. Un convegno, quello di ieri mattina presso il Museo Archeologico del Vastese a Monteodorisio che si è presentato sia come opportunità per riflettere sulla storia antica del nostro territorio, sia come occasione per ribadire la necessità di valorizzare i tesori che possediamo, molto spesso sconosciuti ai più.

L'appuntamento è stato pensato per presentare il lavoro di restauro effettuato su un frammento di mosaico appartenente al monastero benedettino di Sant'Angelo in Cornacchiano a Fresagrandinaria, risalente all'XI secolo e rinvenuto a seguito degli scavi archeologici del 1999. Gli studi sono stati portati avanti dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Abruzzo e dall’Accademia delle Belle Arti dell’Aquila.

"Ringrazio tutti gli intervenuti - ha esordito il sindaco di Monteodorisio Saverio Di Giacomo - in particolare gli alunni della scuola media di Monteodorisio e del Liceo Scientifico di San Salvo, i relatori, l'Accademia delle Belle Arti dell'Aquila, la Soprintendenza Archeologica dell'Abruzzo nella persona della dott.ssa Amalia Faustoferri che tanto ha dato, ha fatto e sta facendo per il Museo Archeologico del Vastese localizzato nel Castello di Monteodorisio. Ribadisco in questa occasione la necessità di intraprendere azioni per aumentare il numero di visitatori al museo che a mio avviso sono numericamente pochi in rapporto a ciò che il museo offre.

Carenza, questa, da attribuire sì alla scarsa pubblicità ma anche alla mancanza di sensibilità verso il territorio interno del vastese da parte degli operatori turistici della costa che potrebbero in qualche modo sollecitare e diversificare le giornate dei turisti facendo visitare i posti migliori del territorio interno, compreso il museo di Monteodorisio. Un primo contributo alla divulgazione della presenza di un importante museo a Monteodorisio potrebbe iniziare proprio dalle scuole in in collaborazione con i comuni organizzando visite guidate degli alunni accompagnati magari anche dai genitori. Spero infine che altri pezzi archeologici importanti possano essere condotti a Monteodorisio al fine di aumentare il prestigio del nostro museo."

Nel corso del convegno sono stati illustrati i frutti del lavoro svolto a partire dal 1999 laddove insisteva il monastero, struttura di epoca romana. Fra i resti è stato rinvenuto un frammento di mosaico di 50 cm x 50 cm che era parte del pavimento, per il resto andato distrutto con la costruzione dell'edificio. Su questo piccolo frammento, che rimarrà in esposizione nel museo di Monteodorisio, sono state sperimentate nuove tecniche di restauro. Ad oggi, ha spiegato l'archeologo Davide Aquilano, dell'intera struttura monastica rimane solo la torre campanaria, salvatasi probabilmente perché oggetto di venerazione, collegata alla storia del Beato Angelo da Furci.

All'appuntamento sono stati presenti oltre al sindaco Saverio Di Giacomo, anche relatori di rilievo quali Giovanni Di Stefano (Sindaco di Fresagrandinaria), Carlo Moro (Sindaco di Lentella e Presidente della Fondazione per l’arte, l’archeologia e la cultura del Vastese), l' archeologo e docente Davide Aquilano, il professor Marco Brandizzi ( Direttore dell'Accademia di Belle Arti dell'Aquila), la professoressa Elisabetta Sonnino (Accademia di Belle Arti dell'Aquila), il professor Stefano Landi (Accademia di Belle Arti dell'Aquila), Serena Pietrosante (Allieva dell'Accademia di Belle Arti dell'Aquila), l’equipe del Prof. Stefano Landi (Accademia delle Belle Arti dell’Aquila), l'archeologo Funzionario Amalia Faustoferri. Hanno assistito gli alunni delle classi prime del Liceo Scientifico (indirizzo Beni Culturali e Ambientali attivato 3 anni fa) e gli alunni della scuola media di Monteodorisio.