«Le popolazioni antiche del Medio Adriatico in contatto con altre civiltà»

Alla riscoperta del nostro passato. Davide Aquilano: “La tutela del patrimonio culturale passa attraverso la conoscenza”

Cultura
Vasto venerdì 01 marzo 2019
di Christian Dursi
Più informazioni su
Davide Aquilano
Davide Aquilano © Vastoweb.com

VASTO. Al teatro Figlie della Croce di Vasto, in occasione della presentazione degli atti del Convegno di Termoli, si è tenuta una nuova conferenza promossa da Italia Nostra del Vastese, l’associazione nata a livello nazionale nel 1955 che attraverso le sue sezioni locali si batte per la valorizzazione del patrimonio storico-culturale legato ai territori.

Il presidente Davide Aquilano ha voluto ricordare in questa circostanza come un aspetto importante delle attività di Italia Nostra del Vastese sia costituito dall’incontro con i cittadini poiché «la tutela del patrimonio culturale passa necessariamente attraverso la sua conoscenza».

Nell’ambito di questo incontro, il Prof. Aquilano, la Prof.ssa Amalia Faustoferri, Archeologa della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Abruzzo, e il Prof. Gianfranco De Benedittis, Università degli Studi del Molise, hanno sostenuto un dibattito incentrato sulla rilettura della questione del rapporto tra terre d’Abruzzo Molise e mare Adriatico durante i secoli dell’Antichità e del Medioevo.

I relatori hanno illustrato le recenti scoperte archeologiche nei siti del nostro territorio che hanno smontato la tesi che negava l’esistenza di contatti e di scambi tra le due sponde dell’Adriatico e dava un’immagine di scarsa attitudine alle attività marittime da parte delle popolazioni del Medio Adriatico.

«Nella storiografia ufficiale le popolazioni antiche della costa adriatica vengono descritte come poco inclini al rapporto con il mare- ha commentato il Prof. De Benedittis ripercorrendo la genesi del grande equivoco storico – La prova dell’assenza di attività economiche legate al mare deriva in origine da alcune frasi contenute negli scritti di autori dell’antichità. Il geografo Strabone, descrivendo la qualità dei porti italici afferma che sul versante adriatico non esistono porti, mentre lo storico Livio racconta della spedizione di un greco che seguendo le coste adriatiche non trova porti se non arrivando in Veneto.

Se siamo riusciti a smentire questa convinzione lo dobbiamo alle scoperte archeologiche: i materiali rinvenuti nei siti di Villalfonsina, di San Salvo e di Vasto, di accertata provenienza orientale o nordafricana, sono la dimostrazione che i popoli antichi che abitavano queste terre avevano contatti e scambi con le popolazioni della Grecia, del Mar Nero, della Tunisia. E sono la prova di una grande attività marittima nell’Adriatico giacché solo attraverso una grande circolazione marittima questi materiali potevano raggiungere le nostre coste».