Fca-Stellantis, «Vince il modello Marchionne»: scontro tra Fim-Uilm e Fiom

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sabato 16 gennaio 2021
di La Redazione
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Fca Termoli © Termolionline

TERMOLI. Alla vigilia della nascita di Stellantis -oggi ci sarà la firma dell'accordo definitivo tra Fca e Psa - il 'modello Marchionne' di relazioni sindacali continua a dividere i sindacati. Fim e Uilm lo difendono, la Fiom lo considera 'superato' e invita a mettere da parte "sterili polemiche". Tutti i sindacati ritengono comunque necessario aprire un confronto con l'amministratore delegato, Carlos Tavares, sul futuro del gruppo e sulle garanzie occupazionali per l'Italia. «Mai come in questo momento il modello Marchionne è attuale. Senza non ci sarebbe stata questa fusione alla pari. Meno male che c'è stato Marchionne», afferma Rocco Palombella, segretario generale della Uilm. «Se si mette in discussione quel modello, si bruciano dieci anni.

E' superato soltanto se la Fiom è cambiata, ma sindacalisti come Airaudo sembrano rimasti ibernati. Abbiamo relazioni industriali all'avanguardia che possiamo portare anche nel nuovo gruppo", osserva Palombella. Concorda il segretario nazionale della Fim Ferdinando Uliano, responsabile Auto. «Gli accordi sindacali di Pomigliano e di Mirafiori sono stati indispensabili per salvaguardare le produzioni e l'occupazione degli stabilimenti italiani. Erano una condizione essenziale per fare gli investimenti.

Non c'è stata alcuna riduzione di diritti. Siamo riusciti a rinnovare contratti collettivi, a riportare un premio di risultato che non c'era da quindici anni, nel 2019 abbiamo rinnovato un importante contratto nel gruppo che ha portato a un incremento salariale di 144 euro al mese. E' un patrimonio che possiamo portare anche in Stellantis. Non credo che le relazioni sindacali e l'impianto contrattuale possano essere cambiati. Possono essere migliorati, non snaturati. Auspichiamo che le organizzazioni che non hanno sottoscritto quegli accordi condividano questo patrimonio». Immediata la replica della Fiom.

«L'attacco e il giudizio sulla Fiom e sui suoi dirigenti sono la manifestazione dell'incapacità di confrontarsi sul merito. La nostra volontà è sempre stata quella di costruire un sistema di relazioni sindacali democratiche nel rispetto del pluralismo», ribattono Francesca Re David, segretaria generale della Fiom e Michele De Palma, responsabile automotive. «La Fiom in questi anni ha firmato accordi anche in Fca per la tutela e nell'interesse delle lavoratrici e dei lavoratori, nonostante sia fuori dal contratto collettivo specifico di lavoro. Al posto di sterili polemiche sarebbe necessario un confronto unitario con le lavoratrici e con i lavoratori sul futuro occupazionale, industriale e sull'innovazione, punti su cui occorre aprire un tavolo con il Governo su tutto il settore dell'automotive».

(Fonte Ansa.it)