Arresti Asl di Pescara: "Grazie agli inquirenti, il caso in Consiglio regionale"

Luigi D'Eramo: "Accuse gravi". Fina e Maiale: "Inquietudine le notizie degli arresti di Pescara"

Flash News
mercoledì 07 aprile 2021
di La Redazione
Medici e infermieri
Medici e infermieri © Agrigento Notizie

ABRUZZO. “Questo sistema deve finire. Oggi si segna un passo avanti verso la legalità che, soprattutto in ambito sanitario, dovrebbe essere un pilastro imprescindibile. Chi specula sulla sanità, e quindi sulla salute dei cittadini, deve essere sottoposto a pene severissime. Ringrazio di cuore il procuratore della Repubblica di Pescara, la Dottoressa Anna Rita Mantini, e tutti i magistrati della Procura della Repubblica di Pescara, come anche gli investigatori della Polizia Giudiziaria, che ancora una volta lavorano con abnegazione per fare luce e tracciare la strada della giustizia per il bene della collettività”.

Il commento arriva dal Vicepresidente del Consiglio regionale Domenico Pettinari sugli arresti avvenuti in merito agli appalti da 11 milioni della Asl di Pescara (Leggi).

“Quello che sta accadendo nella Asl di Pescara è un fatto gravissimo sul quale il Consiglio regionale deve essere informato immediatamente, per questo presenterò un’interpellanza urgente all’Assessore Verì e al Presidente Marco Marsilio perché, parallelamente alle indagini della giustizia, devono avanzare quelle interne su cui la Regione Abruzzo non può esitare neanche un secondo. Ricordiamo – incalza Pettinari – che la Regione Abruzzo ha il potere di vigilanza e controllo sulle aziende sanitarie locali. Noi continueremo, come abbiamo sempre fatto, a monitorare ogni spesa pubblica e in particolare quelle relative alla sanità regionale a salvaguardia della salute e del diritto alle cure dei cittadini abruzzesi” conclude.

«Auspichiamo che la Magistratura faccia piena chiarezza su quanto accaduto all'Asl di Pescara. Dal canto nostro ribadiamo un principio: la gestione della sanità non può e non deve conoscere né ombre né macchie. Ecco perché l'assessorato regionale, che fa riferimento al nostro partito, continuerà ad operare nel massimo della trasparenza e della chiarezza». 

Lo dichiara il coordinatore regionale della Lega, Luigi D'Eramo che scrive : «Diciamo “no” con forza a " quella " sanità  fatta di affari personali e operazioni opache che poco hanno a che fare con la sana gestione della cosa pubblica e, semmai le accuse fossero confermate, ci troveremmo di fronte a una condotta grave, per di più in un periodo in cui il sistema sanitario sta facendo sforzi enormi per contrastare l'epidemia. Un qualcosa di intollerabile che rafforza le necessità di controllo, trasparenza, efficienza delle procedure e rispetto delle reali esigenze della popolazione»  conclude D’Eramo.

“Destano inquietudine le notizie degli arresti di Pescara a seguito di indagini su una gara indetta dalla Asl”: inizia così la dichiarazione di Michele Fina e Nicola Maiale, segretari regionale e provinciale del Partito Democratico. 

Per Fina e Maiale "la Regione Abruzzo dovrebbe aprire una fase di profonda riflessione sulla gestione della ASL pescarese, chiamata ad un profondo rinnovamento, specie in una fase così delicata per il nostro sistema sanitario. La Asl dovrebbe innanzitutto costituirsi parte civile, a tutela della propria immagine, dell'impegno di medici e sanitari in prima linea nell'emergenza pandemica, della dignità degli utenti, specie di quelli più fragili. Inquieta soprattutto registrare il fatto che il dirigente sanitario principale indagato è stato tra i candidati al Consiglio regionale nella lista del partito del presidente della Regione. Una circostanza che fa il paio con le indagini e le misure cautelari che hanno travolto i vertici dell’amministrazione comunale di Celano. In entrambi i casi vale naturalmente il principio della presunzione di innocenza, ma il malcostume che emerge dagli atti è già da adesso, ancora una volta, da condannare con fermezza, anche perché nel caso di Pescara riguarda persino le restrizioni anti - Covid, che poveri, normali abruzzesi e italiani hanno sofferto e soffrono ancora molto per rispettare”.

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