«Qual è la via del vento», a Vasto la presentazione del romanzo di Daniela Davan

Appuntamento in piazza Barbacani, alle ore 21:30

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Vasto venerdì 16 agosto 2019
di La Redazione
Locandina
Locandina © Associazione culturale Liber

VASTO. Domenica 18 agosto ci sarà la presentazione del romanzo di Daniela Dawan "Qual è la via del vento", con l'autrice e Giulia Alberico.

Come sempre in piazza Barbacani, alle ore 21:30.

DANIELA DAWAN

Daniela Dawan è nata a Tripoli (Libia), dove è vissuta fino all’età di dieci anni. Costretta a fuggire con la famiglia per gli eventi drammatici che avvennero in Libia durante la Guerra dei sei giorni (giugno 1967), approda in Italia.
Già avvocato penalista, è ora Consigliere della Suprema Corte di cassazione “per meriti insigni”. È vissuta a Milano, Bruxelles, New York. La sua attività attuale si svolge prevalentemente tra Milano e Roma.
Ha esordito nella narrativa con numerosi racconti e con il romanzo Non dite che col tempo si dimentica (Marsilio Editori, 2010).
Qual è la via del vento
Del romanzo di Daniela Dawan hanno parlato i maggiori quotidiani italiani:

"Ci sono tante cose dentro Qual è la via del vento di Daniela Dawan, c'è la nostalgia, la paura di ritrovare luoghi reali e luoghi immaginati,c'è la partenza e il ritorno. C'è una bimba paurosa e una donna incerta e irrequieta. E ci sono due mondi: quello degli ebrei di Libia prima del 1967 che in quel paese vivevano e quello degli ebrei di Libia quando, come accade alla famiglia Cohen protagonista del romanzo, sono costretti a scappare dai pogrom che accompagnano la guerra dei sei giorni tra Israele e mondo arabo."
Lia Tagliacozzo ( IL MANIFESTO)

"Domina soprattutto la struggente, intima, delicata memoria-nostalgia per i sapori, i colori, i profumi, i rituali della comunità ebraica della Libia..."
Lorenzo Cremonesi (Corriere della sera)

"...Il libro della Dawan non è solo un importante ponte su un vuoto, il legame con una parte di storia contemporanea, importante, tragico e ben poco narrato... Il libro documento di Dawan colma un vuoto e certo racconta una parte del non detto. Ma il romanzo è anche il diario di una vita italiana sconosciuta in un paese che continua ad avere un tragico dialogo con il nostro paese."