Pendolari e disagi sulla tratta Termoli-Pescara

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Vasto mercoledì 04 dicembre 2019
di La Redazione
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Treno regionale
Treno regionale © Youtube

ABRUZZO. C’è chi viaggia tutti i giorni per recarsi al lavoro. Dalla Puglia verso la costa molisana e viceversa e dal Molise verso l'Abruzzo. Ma ci sono sempre più noie sulle tratte ferroviarie. In questo senso a raddoppiare sono i problemi e non le linee. «Quelli del Sud, figli di un dio minore», e la chiosa che uno dei pendolari che attraversa diversi territori per giungere da noi a destinazione, per poi ripartire, ci ha fatto per identificare la situazione di disagio vissuta.

«La più grande iattura per il nostro Paese o meglio per una parte del nostro paese, il sud, il demandare alle regioni settori strategici come sanità e mobilità può costarci davvero caro dietro il silenzio assenso della politica che non interviene e forse non capisce la portata di determinati fenomeni.

In particolare, da pendolare, voglio parlarvi del Molise quella regione che per qualcuno non esisterebbe. Sono un docente foggiano e ho la fortuna di lavorare a Termoli e Campomarino,

luoghi che dovrebbero avere maggior rispetto da chi è deputato alla governance in ogni istituzione.

Il caso in questione è la mobilità e nello specifico le politiche commerciali di Trenitalia che in parte dovrebbe garantire ancora un servizio pubblico di livello specie in quelle regioni “depresse” del territorio italiano che non sono così fortunate come altre più blasonate (vedi quelle del nord).

Tante testate online e non hanno salutato con favore l’avvento dei moderni treni ETR 700 detti “Frecciargento” sicuramente “gradevoli e performanti” almeno nella percezione visiva (pochi sanno che sono treni rifiutati da altri paesi perché difettosi e progettati per medie percorrenze ad alta velocità e non destinate certamente a coprire l’intero Paese). Detti treni AV andranno a sostituire completamente entro marzo 2020 i buoni “Frecciabianca”.

Dov’è allora la questione? Che Trenitalia ha politiche commerciali per usufruire di detti treni “a mercato” alquanto inadeguate per le attuali tasche e tenori di vita del cittadino medio di questo paese che sta attraversando una feroce crisi da molti anni. Se da una parte ci sono le solite offerte “da prendere a volo” dall’altra non c’è alcuna garanzia per il viaggiatore non occasionale che ha visto lievitare i costi in maniera spropositata a fronte di alcun servizio effettivo di quelli decantati: sulle tratte Bari-Foggia-Termoli-Pescara (attraversate da vagoni di pendolari) l’alta velocità non c’è (e viene venduta per tale), il wifi-fast con test alla mano fanno sorridere il peggior 4g degli smartphone in nostro possesso, le carrozze di seconda classe e i servizi igienici ridotti al lumicino proprio perché treni destinati a brevi tratte ad alta velocità. Il nervoso, poi, ti salta quando senti che l’abbonamento mensile AV tra Bari e Foggia (123km) costa 160 euro mentre lo stesso tra Foggia e Termoli (87) km costa 265 euro ossia da 1,30 euro al Km a 3 euro al Km.

Si parla poi di ridurre l’offerta destinata al servizio pubblico diminuendo i regionali a favore di bus privati a dispetto di ogni tanto decantata e auspicabile politica “green”.

Tanti termolesi che ci facevano compagnia sul Frecciabianca hanno preferito regionale e auto!

Il paradosso dei paradossi è il sentirsi dire quando si nomina il Molise che la regione non investe perché indebitata e quindi i figli di un dio minore non sanno a chi rivolgersi. Un plauso va alla buona volontà dei dirigenti delle regioni limitrofe come Abruzzo e Puglia. Domani, infatti, l’ing. Campanile dirigente dei trasporti della Puglia ha convocato i dirigenti di Trenitalia Puglia e Molise per ascoltare le istanze della tratta Foggia - Termoli. Foggia risponde e sarà presente ma Termoli (Molise)?

Ai posteri l’ardua sentenza e soprattutto quando questi settori strategici passeranno nuovamente allo Stato vista la mancanza di “vision” nazionale delle regioni interessate soltanto e forse a “casa propria” (tranne poche eccezioni).

Naturalmente l’interesse della politica locale è lo spostamento o meno della stazione ma se i treni AV resteranno vuoti e si favoriscono i bus siamo certi che Termoli resterà ancora a lungo “fermata” e non subirà il destino di tante sorelle “minori” sulla tratta adriatica?»

Si sensibilizzano i pendolari di Termoli a presenziare all'incontro di domani è una battaglia dove tutti gli interessati al problema devono fare fronte comune e non spallucce tra l'altro i termolesi sono anche quelle che per tratte più corte pagano di più di coloro che sfruttano tratte più corte.