Tra amore, simboli e sonorità i "Rovistamenti" di Marcello Marciani

Revuçegne del poeta lancianese ha conquistato all’unanimità la giuria del Premio “Pierluigi Cappello”

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lunedì 21 settembre 2020
di La Redazione
Tra amore, simboli e sonorità i
Tra amore, simboli e sonorità i "Rovistamenti" di Marcello Marciani © Ferdi Terrazani

ABRUZZO. “Il Premio Pierluigi Cappello 2020 va a Marcello Marciani che in Revuçegne/Rovistamenti (Puntoacapo 2019) rimodula il dialetto abruzzese attraverso allitterazioni, rime e assonanze. Si tratta di un vero e proprio rimescolio del linguaggio, mentre la poetica si realizza opponendo simboli e azioni che guardano al vivere quotidiano, non celando ironia ed erotismo.”

Questo l’incipit della motivazione per la quale Marcello Marciani ha vinto il primo premio assoluto alla terza edizione del Premio “Pierluigi Cappello”, nella sezione riconoscimento è stato attribuito al poeta abruzzese all’unanimità dalla giuria giovedì 17 settembre, alle 18, a Pordenone, presso la Loggia del Municipio, nell’ambito del Festival “Pordenonelegge”. Una cerimonia vibrante, intensa ed essenziale, che ha visto la poesia al centro della scena, senza orpelli o sconfinamenti superflui.

“La frenesia del mondo – prosegue la motivazione - viene posta in relazione con il soggetto dell’opera che a sua volta ricerca un altro da sé, che spesso è la figura dell’amata, o un altro sé, che è amore sognato, che spinge a correre, trasformarsi. Grazie a questo “triangoloamoroso” il monologo di Marciani ribolle di simboli e di suoni, che possono far pensareall’opera come a un canzoniere, quando le strutture del verso si fanno attraverso ripetizioni variate. Si potrebbe supporre che ci sia in Revuçegne anche

Revuçegne (Rovistamenti), di Marcello Marciani, è un’opera in dialetto abruzzese d’area frentana, suddivisa in quattro parti intitolate agli elementi della Cosmogonia (Foche, Terre, Arie, Acque), e“rovista” fra passato e presente, memoria privata e collettiva, scavo interiore e dimensione epica. L’ampio ventaglio dei temi spazia dall’amore (Foche) alla degradazione e rigenerazione ambientale (Terre e Acque), dalla nostalgia per i cari scomparsi (Arie) all’anelito verso una rinnovata immersionevitale presente in tutte le sezioni. Il ritmo incalzante, le diverse strutture metriche e la lingua materica,che impasta termini arcaici o desueti con neologismi e forestierismi, ne fanno un’opera di compattae originale energia espressiva (dal comunicato stampa del Premio Cappello).

Marcello Marciani è nato e risiede a Lanciano (CH). Ha pubblicato: "Silenzio e frenesia" (Quadernidi “Rivista Abruzzese”, Lanciano 1974), "L'aria al confino" (Messapo, Siena-Roma 1983), "Body movements", con traduzione inglese a fronte di Amelia Rosselli (Gradiva Publications, Stony Brook- New York 1988), "Caccia alla lepre" (Moby DicK, Faenza 1995), "Per sensi e tempi" (Book, Castelmaggiore 2003), "Nel mare della stanza" (LietoColle, Faloppio 2006), "La corona dei mesi" (LietoColle Faloppio 2012), "Rasulanne" (Cofine, Roma 2012),"Monologhi da specchio" (Robin, Torino 2017) e, infine, Revuçegne (Puntoacapo, Pasturana 2019). Suoi testi in dialetto frentano sono stati eseguiti negli spettacoli Mar'addó' (1998-1999) e Rasulanne (2008/ 2012), dove ha partecipato anche come attore. Dal 1988 al 2008 è stato segretario organizzatore del Premio Nazionale di Poesiain Dialetto “Lanciano-Mario Sansone”. Ha ricevuto diversi premi, fra cui: Gabicce Mare, Matacotta,Nelle terre dei Pallavicino, Noventa-Pascutto, Pandolfo, Penne, Ischitella-Pietro Giannone, Salva la tua lingua locale. È presente in riviste e antologie italiane e statunitensi con componimenti in italiano e in dialetto.