Bologna: "In Sevel produzione a singhiozzo e ritorno dai 18 ai 15 turni dal prossimo 3 ottobre"

"Gravi ripercussioni sull'indotto Sevel per la mancanza dei semiconduttori"

Lavoro ed economia
mercoledì 15 settembre 2021
di La Redazione
Operai Sevel
Operai Sevel © vastoweb.com

ATESSA. Produzione a singhiozzo in Sevel per mancanza di semiconduttori, ecco cosa ne pensa il segretario interregioanle Fim-Cisl Domenico Bologna:

"La situazione che stiamo vivendo a seguito della mancanza di semiconduttori provenienti dai paesi asiatici sta causando continui fermi produttivi allo stabilimento Sevel, con gravi ripercussioni per l’indotto. Negli ultimi mesi e nonostante la variante delta, grazie alle vaccinazioni si intravedevano i primi risultati di ripresa economica globale, ma il continuo innalzamento dei prezzi delle materie prime, la stangata sulle bollette dell’energia senza precedenti a famiglie e imprese, i costi per la fornitura di gas naturale in aumento, la mancanza di infrastrutture regionali, ci sta facendo scoprire un paese estremamente fragile.

Dal nostro punto di vista se non si prenderanno scelte consapevoli, nel prossimo futuro si potrà mettere a serio rischio tutto il tessuto manufatturiero del nostro territorio. Dopo decenni che ha visto lo stabilimento Sevel in continua crescita, creando nuova occupazione e dando futuro di prospettiva a tutta la regione, per la prima volta a causa del problema di approvvigionamento dei semiconduttori, la Sevel comunica nella giornata odierna al comitato esecutivo di fabbrica un ritorno dai 18 ai 15 turni dal prossimo 3 ottobre. Come sindacato abbiamo cercato di salvaguardare così come chiesto dal consiglio di fabbrica l’occupazione locale, l’azienda, a differenza di quando dichiarato in precedenza ha annunciato il ritorno di tutti i trasfertisti attualmente in sevel nei siti di appartenenza, mentre parte degli staff leasing verranno mantenuti in organico.

 Questa situazione desta molta preoccupazione sia per la tenuta del sistema, sia per le ripercussioni che tale scelta potrebbero portare alle aziende che producono per Sevel. Il governo regionale e nazionale oggi più che mai sono chiamati a trovare soluzioni condivise con aziende e parti sociali al fine di continuare a garantire i livelli occupazionali nella nostra regione."