No alla Bolkestein, la proroga vale anche per pesca e acquacoltura

Lavoro ed economia
Vasto sabato 06 luglio 2019
di La Redazione
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Porto di Vasto
Porto di Vasto © Circolo San Paolo

ABRUZZO. Non solo per il settore delle concessioni demaniali marittime balneari pende la spada di Damocle della cosiddetta direttiva Bolkestein. Alleanza Cooperative dice no alla “Bolkenstein” per concessioni pesca e acquacoltura. Vale la proroga di 15 anni prevista dalla legge di bilancio. Bene Avvocatura di Stato a Mipaaft. Così forte incentivo alla crescita del settore. «In queste ore l’Avvocatura Generale dello Stato, rispondendo ad un quesito del Sottosegretario di Stato al Mipaaft, on. Franco Manzato, ha confermato con un proprio parere che le concessioni demaniali per pesca e acquacoltura beneficiano della proroga di quindici anni stabilita dal comma 682 della legge di bilancio. La norma era stata pensata in origine per le concessioni turistico-ricreative; ora l’Avvocatura sancisce che tale proroga vale per la pesca e l’acquacoltura in quanto attività produttive e, quindi, ricomprese nell’ambito delle concessioni che il legislatore ha inteso prorogare fino 2033, ribadendo con ciò l’esclusione dal campo di applicazione della direttiva europea “Bolkenstein” sui servizi.

Il risultato di oggi – dichiara l’Alleanza cooperative pesca- assume un significato enorme poiché, oltre a confermare la bontà delle nostre intuizioni, basate fin da subito sulla ferma convinzione che il nostro settore non potesse non beneficiare di tale proroga, fornisce alle Amministrazioni competenti sui territori la giusta chiave di lettura per dare automatica continuità quindicennale a tutte le concessioni in essere alla data del 1 gennaio 2019. Il parere dell’Avvocatura Generale dello Stato, notificato ieri al Ministero delle Politiche agricole - prosegue l’Alleanza- rappresenta un forte incentivo alla crescita dell’acquacoltura italiana, fornendo un chiaro indirizzo interpretativo a tutti gli amministratori pubblici che in questi mesi si sono dovuti confrontare con questa norma che da oggi darà stabilità ancora maggiore a tutte quelle imprese (centinaia in tutta Italia) che offrono prodotti ittici di qualità coniugando sviluppo economico, tutela del territorio e promozione turistica, rafforzando sempre più quella filiera del Made in Italy che il mondo cerca sempre di più.

L’Alleanza ricorda che questo importantissimo lavoro di interpretazione ha avuto origine dal caso di due importanti realtà italiane (Orbetello e Scardovari) nelle quali le rispettive Amministrazioni territoriali si erano trovate nei mesi scorsi a gestire rapporti concessori con cooperative aderenti all’Alleanza, in scadenza nel 2019. Concessioni quindi in essere al 1 gennaio 2019 (come prevede la norma di proroga) e per le quali era stata chiesta da subito l’applicazione, appunto, della legge di bilancio. Per superare lo stallo - prosegue l’Alleanza - venutosi a creare sulla corretta interpretazione del comma 682, su nostra pressione, il comune di Orbetello e la prefettura e la provincia di Rovigo si sono rivolte al Mipaaft; raccogliendo questa richiesta, a sua volta il Sottosegretario Manzato ha opportunamente deciso di coinvolgere l’Avvocatura Generale dello Stato che, con altrettanta rapidità e chiarezza, ha fornito il parere odierno che mette la parola fine all’intera vicenda, confermando la nostra originaria intuizione.

Un altro tassello importante nella costruzione di un sistema di regole capace nel concreto di favorire l’acquacoltura italiana – conclude l’Alleanza-, favorendo così la crescita economica di molte realtà italiane quotidianamente impegnate in una concorrenza commerciale durissima, sempre più di marca extra-Ue, non sempre in linea con gli standard di qualità che caratterizzano invece le produzioni del nostro Paese. Un ringraziamento particolare, quindi, all’on. Manzato ed all’Avvocatura Generale dello Stato che con questa azione tempestiva e sinergica hanno dato un orizzonte di stabilità e di crescita agli acquacoltori italiani».