La Cbi di Gissi verso la chiusura: «I lavoratori da lunedì torneranno in presidio»

Carmine Torricella: "C'è grande scoramento dopo l'esito infruttuoso dell'incontro di ieri in Regione"

Lavoro ed economia
Vasto mercoledì 11 settembre 2019
di Federico Cosenza
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Lavoratori in protesta davanti la Cbi di Gissi
Lavoratori in protesta davanti la Cbi di Gissi © Vastoweb

GISSI. Si fa sempre più difficile la situazione per i lavoratori della Cbi di Gissi, dall'incontro di ieri in Regione è emersa la volontà dell'azienda di chiudere. Sono 31 i posti di lavoro dell'azienda della zona industriale della Val Sinello che vacillano, in totale una cinquantina compreso quelli dell'indotto.

Carmine Torricella, della Cgil, a riguardo ha affermato: "Nell'assemblea di oggi con i lavoratori della Cbi è emerso grande scoramento dopo aver riportato l'esito infruttuoso dell' incontro di ieri in Regione. La speranza di tutti è che la situazione cambi nel prossimo incontro programmato per il 24 settembre presso la sede della Confindustria di Vasto.

I lavoratori hanno deciso di tornare a scioperare a partire dalle ultime due ore di lavoro lunedì prossimo ripristinando il presidio davanti lo stabilimento. La speranza di tutti è riposta anche nell' azione delle istituzioni a cui abbiamo chiaramente illustrato la pasta di cui sono fatti i dirigenti di questa azienda che unilateralmente hanno incontrato a luglio scorso."

Sulla situazione che stanno vivendo molte aziende del territorio vastese si è espressa anche l'assessore del Comune di Vasto, Paola Cianci, che attraverso i social ha dichiarato: "Le industrie del vastese, che occupano il maggior numero di lavoratori del territorio, sono in crisi. Sam, Camiceria Rossi e Planet Service hanno chiuso per cessazione attività con la perdita di 69 posti di lavoro complessivi. La CBI di Gissi e i suoi 31 lavoratori vivono un momento drammatico e sono a rischio 55 posti di lavoro alla Pilkington mentre la Denso ricorre a 13 settimane corte. Il distacco del governo regionale rispetto alla problematica, in termini di un'immediata programmazione del confronto istituzionale a tutti i livelli, preoccupa molto anche i sindacati il cui appello impone una forte reazione. Il lavoro e le politiche di sviluppo per rilanciarlo sono i reali problemi del paese, da affrontare con priorità assoluta. Ed è proprio questo uno dei temi principali su cui si misurerà l'efficacia del nuovo governo nazionale."