Cbi di Gissi, dall'incontro in Confindustria spunta l'ipotesi di un compratore

Le Rsu: «Uno spiraglio di sollievo, ma non verrano salvati tutti i 31 posti di lavoro»

Lavoro ed economia
Vasto mercoledì 09 ottobre 2019
di Federico Cosenza
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Cbi di Gissi, dall'incontro in Confindustria spunta l'ipotesi di un compratore
Cbi di Gissi, dall'incontro in Confindustria spunta l'ipotesi di un compratore © Vastoweb

VASTO. Lo avevamo ipotizzato in tempi non sospetti, lo scorso 24 settembre, con un articolo (Leggi) in cui si parlava di una possibile acquisizione dell'azienda Cbi che avrebbe potuto salvare una parte dei 31 posti di lavoro (24 operai + 7 impiegati) e queste voci sono state confermate dall'incontro odierno avvenuto nella sede di Confindustria a Vasto.

Qui si sono ritrovate le sigle sindacali nelle figure di Angelo Angelucci e Carmine Torricella, le Rsu aziendali e i vertici della multinazionale con i lavoratori che aspettavo fuori in trepidante attesa per conoscere il loro destino. Erano presenti per l'azienda il dottor Francesco Sormani e il dottor Dario Melò, assistiti dal dottor Giuseppe Fontana e dal consulente aziendale Luigi Sabatini.

Questi ultimi hanno confermato l'impossibilità di continuare l'attività produttiva del sito di Gissi a causa delle pesanti condizioni economiche dello stabilimento stesso e al calo delle commesse, però è stato comunicato che ci sono dei contatti di approfondimento e verifica con un imprenditore che ha manifestato la concreta volontà di rilevare l' attività produttive dello stabilimento di Gissi e tra le parti è stato anche trovato un accordo di massima.

Benito Aquilano, della Fiom- Cgil a margine dell' incontro in Confindustria, ha affermato: “Rispetto all'incontro del 3 ottobre pare che oggi si sia mosso qualcosa di concreto. A 3 settimane dalla data di oggi si dovrebbe concludere l'atto notarile per il nuovo gruppo che subentrerà a Gissi. Il prossimo incontro sarà in Regione Abruzzo per concretizzare il tutto. Ci hanno detto che salveranno il salvabile. Ora aspettiamo tre settimane e vediamo."

Dunque torna la speranza per questi lavoratori, ma non per tutti: “lotteremo fino alla fine per confermare le 31 maestranze dei Lavoratori. Purtroppo il momento è grigio, ma vediamo il bicchiere mezzo pieno”, ha concluso.

Francesco Luigi Porreca, della Fiom – Cgil, ha ripercorso così la storia della Cbi di Gissi degli ultimi mesi: E' stata molto travagliata. Da 2 anni a questa parte cercavamo di avere incontri con l'azienda che però non ci ha dato nessuna risposta. Poi ci siamo rivolti alla Regione e siamo riusciti a conoscere i nomi di imprenditori che, nonostante la crisi di lavoro, ci hanno chiesto di consegnare a luglio dei ventilatori con i quali siamo andati avanti facendo anche degli straordinari. Ad agosto, dopo le ferie, abbiamo avuto la notizia dei 31 licenziamenti, cioè di tutte le unità produttive che avevamo a Gissi. Lì sono cominciate le nostre lotte e abbiamo bloccato dei camion, non li abbiamo caricati. A quel punto l'azienda si è dovuta fare avanti e oggi con questo incontro ci hanno detto che c'è uno spiraglio con un nuovo imprenditore di cui non conosciamo ancora il nome, e che purtroppo non potrà assorbire tutte quante le unità.”

Alain Nanni, della Fim Cisl, ha dichiarato: "La Cbi è in Val sinello dal 1988, io sono qui dal gennaio 1990. In questa azienda ci sono dipendenti che provengono da tutto il territorio del medio e alto vastese, solo 2 sono gli operai che vengono da Gissi, tutti gli altri provengono dai paesi limitrofi. Oggi siamo 31 persone, ma una volta eravamo in 60. Negli ultimi due anni siamo arrivati a 31 e speriamo di rimanere così. È una bella cosa quando un imprenditore viene ad investire dalle nostre parti, è uno spiraglio che ci dà speranza anche per quelle aziende che hanno chiuso e per quelle che sono in crisi. Spero che ci sia continuità lavorativa nella nostra zona, per la Val Sinello, per la Val di Sangro e per tutto il territorio abruzzese."

Le sigle sindacali si sono dette soddisfatte dell'accordo di massima raggiunto tra l'azienda e nuovo possibile compratore, ma vogliono l'impegno nel cercare di salvaguardare i livelli occupazionali dei dipendenti e soprattuto chiedono di essere aggiornati sullo stato di avanzamento delle trattative in essere. Fondamentale ora sarà dunque anche che i lavoratori interrompano l'attività di protesta e garantiscano la consegna dei vari ordini, è l'unico modo per agevolare l'eventuale acquisizione.

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