Soccorrere gli stranieri è un dovere, ma gli italiani in difficoltà?

"Perché non aprire le parrocchie a chi vive in strada, in macchina o nelle stazioni?"

Lettere al direttore
Vasto martedì 08 gennaio 2019
di La Redazione
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Senza tetto
Senza tetto © Genova Today

VASTO. Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un nostro lettore indirizzata al nostro vescovo Bruno Forte e a tutti i vescovi:

“ "Soccorrere è un dovere" sono le parole che il nostro Arcivescovo Bruno Forte ha rivolto per quei clandestini ancora in mare. Mi chiedo ma non sarebbe il caso di aiutare prima i cittadini italiani. Quelli che non hanno casa, cibo, coperte e che magari dormono in stazioni ferroviarie, in macchina o addirittura in strada. Perché non aprire le parrocchie dando un pasto caldo, un posto in cui dormire e forse solo allora potremmo aprire le porte anche agli stranieri.”

M. C.