Gabriella Tartaglia: "Una poesia per dire grazie ai medici in prima linea"

"Dedico lo scritto a lei e a tutti i medici, gli infermieri e il personale sanitario, che lottano in trincea tra enormi difficoltà"

Lettere al direttore
domenica 22 marzo 2020
di La Redazione
Un sanitario abbraccia l'Italia
Un sanitario abbraccia l'Italia © Web

CASALBORDINO. Una poesia che invita a restare a casa e ringrazia i medici in prima linea nell'emergenza Cornavirus è stata scritta dalla professoressa M. Gabriella Tartaglia:

"Ho scritto quanto segue, dopo aver visto il volto stanco di mia figlia, Donatella Tiberio, medico pneumologo, profondamente segnato dai lacci della mascherina indossata durante una notte impegnativa nel reparto di Terapia Semi-Intensiva dell’Ospedale Bellaria di Bologna. Dedico lo scritto a lei e a tutti i medici, gli infermieri e il personale sanitario, che lottano in trincea tra enormi difficoltà. Un grazie dal profondo del cuore."

RESTIAMO A CASA:

Se il morbo vogliamo stroncare,
a casa dobbiamo restare.
Non è un monito, ma un’ingiunzione
e, per mancato rispetto, scatta la sanzione. Ci si chiede solo di rimanere sul divano

e non uscire invano
ma solo per necessità
se ci sta a cuore l’incolumità.
E’ duro a casa restare
peggiore è uscire e alla vita attentare
di quanti nella Sanità
affrontano per noi immani difficoltà.
In questi giorni di dolore
riscopriamo ogni valore
nei piccoli gesti quotidiani
per troppo tempo, da noi lontani.
E’ bello l’inno nazionale cantare,
ancor più, i piccoli ascoltare
e, uniti a loro, per l’Italia pregare.
Siamo un popolo di Santi
diciamolo con orgoglio, d’ora in avanti. L’intervento divino nelle calamità
ha soccorso intere comunità
e, se si gareggia in solidarietà,
un’alba nuova spunterà.
Ognuno faccia la sua parte, uniti nel cuore ma in disparte.
Solo un monito per il difficile presente valido, però, sempre:
se insisti e resisti
arrivi e conquisti.
Forza Italiani, ce la faremo,
e il Coronavirus sconfiggeremo!