"Perché Calliope ha omesso l’esistenza di un progetto di sviluppo del Porto di Vasto?"

Politica
martedì 04 maggio 2021
di La Redazione
Porto di Vasto
Porto di Vasto © Vastoweb

VASTO. "Il progetto LIFE17 NAT/IT/000565 CALLIOPE è un progetto cofinanziato dalla Comunità Europea che si occupa di conservare, tutelare, e valorizzare degli habitat di interesse comunitario e tutte le possibili specie ad esso associate. A Punta Penna il sistema di monitoraggio Calliope vorrebbe verificare la possibilità di una espansione dei confini dell’area SIC[1], nel suo tratto di mare antistante e fino a 300 m di lunghezza dalla costa, sia a nord che a sud del Porto di Vasto. Ma come si evidenzia da una facile sovrapposizione cartografica qui allegata, detta ipotesi di Riserva Marina, ricade all’interno dell’area dei lavori di riqualificazione e potenziamento delle infrastrutture portuali del Porto di Vasto.

In  una nota stampa dell’Amministrazione comunale di Vasto del 3 aprile 2021[2] è stato dichiarato che “…..il progetto Life Calliope proposto dall’Università del Molise non lede le esigenze di sviluppo del Porto in quanto quest’area non rientra nella progettazione” e poiché in alcun atto della proposta progettuale Calliope pubblicata e accessibile, nella relazione tecnica o in quella cartografica, si fa riferimento al progetto del Porto di Vasto del 2007 (già approvato e finanziato dal CIPE, già sottoposto a tutte le valutazioni ambientali di rito e già finanziato con 12 milioni di euro), si consegna agli enti competenti locali, al Comune di Vasto, e agli uffici sovraordinati della Regione Abruzzo una PLANIMETRIA TECNICA DI SOVRAPPOSIZIONE PER PALESARE LE INTERFERENZE RISCONTRATE SUL PROGETTO CALLIOPE CON LO SVILUPPO DEL PORTO DI VASTO[3].

In sostegno alle critiche già avanzate dal consigliere di opposizione ing. Edmondo Laudazi e dalla Associazione Occupazione, Ambiente, Sviluppo Industriale O.A.S.I. di Vasto si ritiene necessario palesare all’opinione pubblica alcuni dubbi politici di Fratelli d’Italia su questo tema:

1- perché un progetto scientifico di prestigio così importante ha omesso di considerare un dettaglio così grande come l’ampliamento di un porto all’interno del suo perimetro di azione e di influenza?

2- come si comporterà il sistema di monitoraggio Calliope quando l’area verrà alterata dal nuovo molo di sottoflutto, dalla nuova darsena di levante, e dai dragaggi necessari a costruire le aree di colmata per il nuovo piazzale e per il bacino commerciale di levante?

3-  l’eventuale Riserva marina potrà garantire una ulteriore evoluzione del porto di Vasto nel tempo, e attrarre investimenti stranieri previsti per le Zone Economiche Speciali?

Appare certo infatti, e senza impiego di fondi pubblici, che nelle fasi di monitoraggio future verrà trovato un ambiente diverso da quello previsto negli studi preliminari del progetto Calliope, infatti nell’area di monitoraggio permanente Aderci1170-1[4] invece della Zostera noltii ci sarà un porto, bello grande in pietra e cemento e ci saranno sopra degli uomini e dei mezzi al lavoro; ed è ovvio che il nuovo molo,  a seguito della variazione delle correnti, comporterà una modifica del fondale marino alterando così i risultati di qualsiasi studio o ricerca.

Allora Calliope andrà a monitorare, benché non previsto, un assetto ambientale già variato dalla costruzione del porto, o a causa del suo ruolo di monitoraggio diventerà Polifemo e impedirà di variare un determinato assetto ambientale perché “pensato” sprovvisto di antropizzazione?

Alla luce degli elementi tecnici fin qui forniti sembra impossibile una convivenza pacifica dei due sistemi urbanistici: evoluzione del Porto di Vasto e creazione di una Riserva marina a Punta Aderci-Punta Penna. L’esistenza di tutte queste incertezze, così a ridosso di un’area di sviluppo cardine per l’economia abruzzese come quella portuale, minano, a nostro avviso, le basi di un progetto ambientale molto ambizioso, troppo attento al particolare da aver smarrito una visione generale già da tempo consolidata nella città di Vasto e per l’Abruzzo intero. Tra l’altro non potendo ampliare il porto sui Siti di Interesse Comunitario a terra, è certo che in futuro l’espansione dell’unica area ZES concessa al nostro territorio, potrà avvenire solo via mare e difficilmente questa idea di sviluppo potrà coesistere dentro una riserva naturale marina. Non scherziamo più.

Le contraddizioni si possono risolvere ma ci vuole più competenza, forse più attenzione, e meno mito…scusate meno ideologia, ma soprattutto in questo momento storico, un maggiore senso della realtà."

Il coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia di Vasto