Europee 2019, Daniela Aiuto si ricandida con 'Italia in Comune'

Politica
Vasto mercoledì 17 aprile 2019
di La Redazione
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Daniela Aiuto
Daniela Aiuto © Daniela Aiuto

VASTO. «Ho portato avanti per tutto questo quinquennio i principi, gli ideali ed i valori in cui ho creduto fortemente e che rimangono intatti. Non è rimasto intatto, purtroppo, il progetto che mi aveva vista partecipe e protagonista e che ho contribuito, con il mio lavoro e il mio impegno, a far crescere. Non mi ci riconoscevo più, per una miriade di motivazioni, ma fino all’ultimo giorno, fino all’ultimo voto, il mio impegno in Parlamento europeo può dirsi coerente con quanto i cittadini mi hanno chiesto di fare 5 anni fa, scegliendomi quale loro rappresentante a Bruxelles. Mi sono ritrovata, tuttavia, a cercare una “casa” che fosse in grado di portare avanti quei principi, quei valori e quell’entusiasmo con il quale avevo iniziato la mia esperienza politica.

Questa “casa” l’ho trovata in Italia in Comune, un progetto nuovo, specchio di quel civismo tipicamente riscontrabile nei nostri territori, dove si punta al saper fare e alla concretezza, al saper ben amministrare la cosa pubblica, con una vocazione spiccatamente ambientalista, europeista e progressista.

Grazie a questo progetto, ho ritrovato l’entusiasmo e la voglia di rimettermi in gioco per portare avanti il lavoro sin qui svolto. In 5 anni ho toccato con mano tutte le contraddizioni di questa Unione europea, ma anche i tanti pregi spesso esclusi dalla narrazione. Ed oggi posso ben dire che ciò che c’è di buono supera ciò che invece andrebbe modificato, a dispetto di quello che vogliono farci credere, e che soprattutto nel progetto europeo vi sono ancora delle enormi potenzialità a vantaggio dei cittadini.

Ad esempio, quando qualcuno continua a dire che “l’Europa non è solidale con l’Italia, per quanto riguarda la questione immigrazione” occorre capire di quale Europa stiamo parlando, o meglio a quale istituzione europea ci riferiamo. Il Parlamento? No di certo, visto che ha votato un testo di revisione del Regolamento di Dublino, magari perfettibile ma pur sempre migliorativo per il nostro Paese. La Commissione europea? Essa tutela globalmente gli interessi dell’UE, e si è dimostrata volenterosa di spingere verso una condivisione della gestione dei migranti. E allora di quale Europa parliamo? Parliamo del Consiglio europeo, ossia dei singoli Stati membri che, ciascuno portatore di un proprio tornaconto, si sono opposti alla ripartizione dei migranti. In particolare il cosiddetto gruppo di Visegrad, ossia i migliori “amici” europei di Salvini&Co. Amici suoi, ma non dell’Italia.

Vogliamo davvero farci raggirare da chi poi, quando ne ha avuto l’occasione, non ha combinato nulla di concreto all’interno delle Istituzioni europee? Vogliamo davvero credere a chi insegue consensi come una banderuola, anziché portare avanti la stella polare dei valori più profondi sui quali si fonda la nostra democrazia?

Io credo che il progetto messo in campo da Italia in Comune, insieme al supporto di +Europa, sia in grado di apportare la giusta volontà di cambiare in meglio questa Unione Europea, senza metterne a rischio il progetto, ma limandone le disuguaglianze e le distorsioni, ed avendo sempre fermo, come principio, il voler stare insieme per essere più forti e riuscire a risolvere i problemi; non a crearne di nuovi.

In questi anni ho lavorato gomito a gomito sia con i rappresentanti della Commissione europea, sia con i rappresentanti del Consiglio. Con orgoglio posso dire di aver, tra le altre cose, portato a compimento tre Direttive legislative fondamentali per il settore trasporti, tra le quali quella sulla Sicurezza delle Infrastrutture Stradali. Per cui sento di aver fatto il meglio possibile per il mio Paese, ma vi è tanto ancora da fare. Vi è tanto di buono, e non va buttato.

Ringrazio chi ha creduto in me in questi anni, chi mi ha vista ed apprezzata come persona, donna, lavoratrice realmente rappresentante di tutta l’Italia, e non solo come una porta-bandiera del singolo partito. A tutte queste persone mi rivolgo, per sostenermi nel continuare queste battaglie per il bene dell’Italia intera.»

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