Mercato Santa Chiara: «Come il Comune vuol darla a bere ai cittadini»

«Erogati 80mila euro di contributi e il concessionario ha incamerato la cifra senza rispettare obblighi di investimento»

Politica
Vasto venerdì 13 settembre 2019
di La Redazione
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Il mercato di Santa Chiara
Il mercato di Santa Chiara © Web

VASTO. Riceviamo e pubblichiamo una nota a firma del M5s cittadino indirizzata all'amministrazione comunale in merito alla nuova destinazione del Mercato del pesce di Santa Chiara.

«Il mercato del pesce diventa una birreria! E’ quanto prevede il progetto di ristrutturazione e riqualificazione del Mercato Santa Chiara che ha avuto il via libera dalla Giunta comunale.

Forse il sindaco Menna pensa che la prospettiva di una bevuta di birra faccia dimenticare ai cittadini quali erano le premesse di un progetto che risale al lontano 2015, quando la esternalizzazione della Gestione del mercato fu affidata con regolare procedura di gara all’unico partecipante ATI.

Le condizioni dell’affidamento prevedevano un affitto di 1300 euro/anno (poco più di 100 euro/mese) ed un contributo del Comune a favore dell’ATI pari a 20.000 euro/anno. Il concessionario ATI assumeva contestualmente l’obbligo di recuperare ed adeguare secondo le disposizioni di legge la parte sottostante del mercato.

Nel 2017, due anni dopo l’inizio della gestione ATI, il M5S ha presentato un’interrogazione all’Assessore Della Penna per chiedere come mai, nonostante il notevole tempo trascorso, la parte sottostante del mercato non fosse stata ancora ristrutturata.

La risposta dell’Assessore Della Penna è stata: “L’adeguamento ed il recupero dello spazio sottostante è legato all’utilizzo di tale spazio in accordo con eventuali operatori interessati in base a proposte da valutare con l’Amministrazione comunale”.

Quanto affermato dall’Assessore è in netto contrasto con la delibera del Consiglio comunale che stabilisce il trasferimento della somma di 20.000 euro proprio in considerazione del fatto che “l’assegnatario dovrà procedere ad effettuare ulteriori interventi ed investimenti per adeguare il piano sottostante”.

Assessore Della Penna! E’ il concessionario ATI che doveva fare i lavori, non un eventuale operatore interessato. Ogni tanto prima di rispondere legga le carte!

Il Comune quindi ha erogato un contributo di 20.000 euro/anno, ad oggi 80.000 euro (perché ad oggi sono trascorsi 4 anni) mentre il concessionario ha incamerato tale cifra senza ottemperare ai suoi obblighi di investimento. Dagli organi di stampa apprendiamo che l’investimento da oltre 100.000,00 euro è tutto a carico del concessionario privato. Di grazia, a carico di chi? Di chi ha incamerato il contributo di 20.000,00 euro l’anno dal Comune a tale scopo o di chi aprirà la birreria? Nel primo caso di investimento privato c’è ben poco (o forse nulla). Nel secondo caso, il mal capitato gestore della birreria si sta assumendo un onere che è tutto dell’ATI. Occorre, dunque, fare chiarezza.

Ancora una volta quest’Amministrazione si mette in evidenza per i ritardi dell’attuazione delle Deliberazioni del Consiglio comunale e dei progetti, oltre che per la scarsa trasparenza dell’azione amministrativa. Tutto ciò alimenta il dubbio che, ancora una volta, si voglia darla a bere ai cittadini».