Mercoledì delle Ceneri: riconoscersi peccatori è l’inizio della conversione

(Gioele2,12-18; 2 Corinzi 5,20-6,2; Matteo 6,1-6.16-18)

mercoledì 17 febbraio 2021
di Don Benito Giorgetta
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Mercoledì delle Ceneri
Mercoledì delle Ceneri © Termolionline

Ascoltiamo il Vangelo:

“In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipòcriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando pregate, non siate simili agli ipòcriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipòcriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà»”.

Un malato inizia a guarire da quando riconosce la sua malattia e si abbandona nelle mani di chi lo deve curare. Un peccatore inizia la sua guarigione dal peccato nel momento in cui, riconoscendosi peccatore, sia abbandona tra le braccia di Dio Padre che lo ama nonostante il peccato. Dio non ci vuole prima belli per poi amarci, prima profumati per poi abbracciarci. Ma perché lui ci accoglie e ci abbraccia diventiamo belli e profumati. L’abbraccio di Dio è ristoratore e restauratore, difatti di ristora e ci restaura.

Per favorire la nostra intima guarigione ci viene offerto un tempo prezioso e particolare chiamato quaresima. Quaranta giorni, un cammino un percorso da vivere, da effettuare, mettendoci alla scuola di Dio attraverso un atteggiamento di docile ascolto della sua parola, di immersione in lui attraverso la preghiera, di attenzione verso le necessità altrui per amarlo nel fratello solo, abbandonato, rifiutato e scartato. Questa è l’università di Dio, questo è il tempo che Dio ci dona. Non un fugace quanto accattivante abbraccio ma un restare abbracciati e ascoltare, sperimentare la ricchezza e il rinnovamento del suo amore.

Il mercoledì delle ceneri segna l’inizio di un percorso di un cammino durante il quale dobbiamo prendere coscienza d’essere poveri, soli, vuoti, tristi senza Dio. E siamo senza lui quando diamo spazio al peccato che è separazione dal suo amore. L’uomo è chiamato a percorrere le vie di Dio e non cammini paralleli, alternativi. Sono tutti senza uscita quelli che si allontanano dal percorso tracciato da Dio. Occorre calcare le sue orme per non perdere l’orientamento, la bussola, la motivazione del nostro essere in cammino. Dalle ceneri sul capo approderemo ai piedi di coloro che avremo scelto di servire. Si questo è la quaresima: “dalla testa ai piedi” (don Tonino Bello). Dal mercoledì delle ceneri al giovedì santo. Dal capo chinato per ricevere l’austero rito delle ceneri, alle spalle piegate verso i piedi dei fratelli su cui versare l’acqua della consolazione, della fraternità, del servizio.

Il motivo per fare tutto questo qual’ è? Non certo la paura delle conseguenze del nostro peccato quanto piuttosto la certezza che Dio stesso ci cerca, ci vuole a sé. ”Ritornate a me con tutto il cuore”(Gioele 2,12). “Lasciatevi riconciliare con Dio” (2 Corinti 5,20). Il suo amore ha una forza attrattiva, persuasiva fino al punto che deve essere prevalente il suo richiamo rispetto alla vergogna per il peccato o alle conseguenze distruttive che esso ha provocato. Ci deve attrarre la capacità restaurativa di Dio e non quella demolitrice del peccato. Dio vince ogni male con la forza del suo amore. E nell’orbita di Dio c’è ognuno di noi. Tutti ci dobbiamo lasciar attrarre da lui, sedurre da lui.

Il tempo del cammino quaresimale, i quaranta giorni che si dischiudono davanti a noi, sono dono di Dio, tempo opportuno e propizio per distarci dalle distrazioni e zoomare la nostra esistenza su di lui. Come il malato inizia a guarire perché dichiara la sua malattia. Noi dichiariamo il nostro peccato e inizieremo a guarire. Percepiremo l’invasione di Dio nella nostra vita. Non ci espropria, ma ci concima per gustare la gioia della risurrezione.