Morte bimbo di 2 anni al Carnevale di Bologna, gli eventi locali che fanno paura

I sindaci non trasformino le resse in un incubo

Vasto lunedì 11 marzo 2019
di Claudio de Luca
Incidente di Carnevale a Bologna
Incidente di Carnevale a Bologna © Bolognatoday.it

ABRUZZO. Sulla morte del bimbo di 2 anni caduto da un ‘carrettino’ di Carnevale, a Bologna, il Pm intende far luce ed ha aperto un fascicolo. Il veicolo (di cui ora si vuol capire se si fosse occupato qualcuno prima di autorizzare l’evento) è stato sequestrato per verificare le modalità di costruzione, le eventuali insidie ipotizzabili e la pericolosità. Nel caso di specie, il carro (che aveva un’altezza normale) è risultato caratterizzato dalla possibilità di una uscita laterale per un corpo piccolo come quello del bambino; e proprio questo si è rivelato fatale per il piccolino che – tra l‘altro - era accompagnato dalla mamma mentre il papà se ne stava a vigilare da terra. Tutto questo per far comprendere quanto sia facile che possa concludersi in una tragedia anche un evento quale quello di Bologna quando non siano state eseguite tutte le verifiche del caso per la tutela della sicurezza individuale e pubblica.

Chi indaga vorrà capire a quali condizioni sia stata autorizzato il corteo, quante persone potevano salire sul pianale dell’automezzo e se gli impianti predisposti avevano i crismi voluti dalla legge. Naturalmente, quando da una manifestazione del genere ci si attende un forte afflusso di persone, le regole sono ancora più pressanti perché – nel caso di una strage – si ritiene che la principale causa sia stata proprio l’organizzazione mal concepita delle vie d’afflusso e di deflusso del pubblico. Insomma, a fare la differenza, sono proprio le misure di sicurezza.

Ricordate il caso di Torino e quel fuggi-fuggi generale in cui rimasero ferite oltre 1.500 persone mentre 2 persero la vita? Purtroppo gli incidenti dovuti alla folla impazzita possono verificarsi anche negli episodi più pacifici; ed occorre prevederli prima. Vi sono modelli al ‘computer’ che consentono di studiare il flusso della folla, assimilando le persone a biglie od a granelli di sabbia. Uno dei principali problemi nello studio dei movimenti collettivi è sempre consistito nel fatto che è arduo realizzare esperimenti in grado di simularli. Per fortuna ora esistono metodi che, a partire da filmati di fatti realmente accaduti (oppure utilizzando la realtà virtuale) consentono un’analisi dettagliata dei fenomeni. Il flusso delle folle viene definito ‘ad alta densità’quando gli individui siano tanto addossati gli uni agli altri al punto di non avere spazio pr muoversi (circa 5 persone a mq, o più).

Altre linee si concentrano sull’analisi di come si comportino due persone che si muovano l’una verso l’altra. Sono utili a capire in che modo tendano ad evitarsi, incrociandosi. Altri studiosi si sono accorti che è il tempo, non la distanza, a regolare il modo in cui le persone tendano ad evitarsi. Come si diceva, tutto questo avviene nei grandi assembramenti (da misurare naturalmente soprattutto parificandoli alle condizioni delle strade e delle vie d’uscita). In questi casi, anche una piccola spinta o un minimo movimento in un punto quale che sia, può trasferire una forte pressione in un altro punto distante. E, quando ci si trovi coinvolti in situazioni del genere, è praticamente impossibile venirne fuori

Tutto ciò premesso, un Comune deve sempre adoperarsi al fine che eventi del genere si concludano bene. A tale proposito vigono delle regole che vanno rispettate e che devono essere sottoposte, prima del rilascio di una formale autorizzazione, alla Commissione di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo in cui compaiono tecnici ed addetti alla pubblica incolumità che forniranno tutta una serie di prescrizioni.

Nel caso di un corteo di Carnevale, l’Ente acquisirà i disegni dei vari carri e le loro dimensioni, l’agibilità materiale degli stessi in ordine al numero di persone che possono stare a bordo, la certificazione dell’impianto elettrico. Tutti questi adempimenti tuteleranno innanzitutto l’amministratore e l’ ‘èquipe’ che attende al veicolo (da non lasciare allo sbaraglio). Sarebbe troppo comodo far svolgere un evento del genere senza verifiche per fare poi la fine del ‘carrettino’ bolognese su cui – soltanto dopo la tragedia (e non prima!) – si è preso a verificare per comprendere se tutto stava a posto.

Claudio de Luca