Cosa sono quegli strani frutti sulle querce?

Vasto martedì 27 agosto 2019
di La Redazione
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Le "Cucca valle" © Lucia Desiati

CARUNCHIO. Ci scrive Lucia Desiati per raccontarci una curiosità naturalistica legata al nostro territorio.

«I paesini dell’alto Vastese sono sempre motivo di meraviglia, anche quando si cammina tranquillamente nei loro boschi per respirare aria salubre c’è sempre qualcosa che affascina. Molti turisti infatti passeggiando in zone boschive di questi territori rimangono sempre incuriositi da quelle strane formazioni tondeggianti che spiccano sulle querce. Questi strani frutti sono chiamati “noci di galle" o Cecidio ma, per gli abitanti di Carunchio e dei paesini limitrofi sono conosciuti con il nome di “Cucca Valle”.

Le noci di galle sono la materia prima per ottenere il celebre inchiostro di ferro gallico usato da secoli ed ancora in voga per gli appassionati di calligrafia. L’inchiostro di ferro gallico in occidente è stato utilizzato dal secolo XV avendo avuto il potere quasi magico per l’epoca di penetrare nelle fibre della carta risultando indelebile. Gli amanuensi medievali trascrissero famosi manoscritti usando l’inchiostro di ferro gallico, (salvando dall’oblio le radici della nostra civiltà), gli scritti importanti di Leonardo Da Vinci sono stati vergati con questo famoso inchiostro ed anche la lettera di Galileo Galilei nel 1609 scritta al Senato della Repubblica di Venezia (per presentare il cannocchiale di sua creazione).

La particolarità di questo tipo di inchiostro è il tannino, un colorante vegetale abbondante nelle noci di galle di quercia, le quali decorticate e polverizzate danno origine ad una polvere che unita al solfato di ferro e ad altri componenti creano un inchiostro che esalta ed illumina, sorprendendo anche un neofita. Pertanto se avete nostalgia di scrivere a mano e di sporcarvi con un inchiostro pregiato fatto da voi e se siete calligrafi esigenti o grafologi curiosi, organizzatevi, andate per i boschi dell’alto Vastese a raccogliere non solo funghi, non solo tartufi ma anche le misteriose “Cucca Valle”».