"Riesco a garantire solo 3 ore settimanali di terapia a mia figlia sulle 10 consigliate"

"Durante l'emergenza non abbiamo ricevuto una telefonata, c'è totale indifferenza da parte di chi dovrebbe farsi carico del problema"

domenica 31 maggio 2020
di La Redazione
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Noemi
Noemi © Personale

ABRUZZO. Come ogni domenica anche oggi diamo spazio ad una storia sull'autismo.

"Sono Caroline, la mamma di Noemi, una splendida bambina autistica di 6 anni.

Al momento del lockdown avevamo la diagnosi da circa 9 mesi e ci stavamo abituando entrambe al ritmo frenetico delle terapie private e della scuola, all'improvviso tutto questo è venuto a mancare e abbiamo dovuto fare i conti con una nuova realtà. Non nascondo che i primi tempi sono stati difficili, spiegare ad una bambina di 6 anni che all'improvviso lo zainetto resterà fermo lì, che non si può uscire a passeggiare o abbracciare i suoi amichetti, è una cosa complicata.

Avevamo una nuova relazione ABA da portare avanti ma mi sono ritrovata a gestire qualcosa che sembrava più grande di me, ho passato notti a studiare cosa e come fare, completamente da sola e in qualche modo sono riuscita a trovare il modo di rendere la situazione gestibile.

Dopo un paio di giorni si è fatta viva la sua insegnante di sostegno per la quale nessuna parola di ringraziamento sarà mai abbastanza, dandomi consigli sulle strategie usate da lei quando Noemi diventava opositiva, guidandomi passo passo in ogni difficoltà e rendendosi disponibile in qualsiasi momento anche se avessi avuto solo bisogno di parlare. Sembrano cose scontate ed alcune, nemmeno di competenza di un'insegnante, ma sapere di non essere da sola è stata una salvezza in una situazione nuova e spaventosa. Il sindaco della mia città, Daniele Laurenzi, è stato davvero preciso e presente in questa situazione facendomi capire di non essere sola e cercando soluzioni dove è stato necessario.

Sembra essere passato il peggio ma è ora che le porte di casa sono aperte e si può riprendere un minimo di normalità, che per noi ritornano le difficoltà maggiori. Riprenderemo a giugno le terapie ABA privatamente, riesco a garantire a Noemi solo 3 delle 10 ore settimanali consigliate dalla neuropsichiatra e ancora oggi mia figlia non è stata presa in carico carico perché esiste una lista d'attesa incostituzionale, lunga anni. Noemi inoltre non è verbale e io mi ritrovo a scegliere se fare ABA o logopedia con metodo prompt (quella consigliata per lei) difronte alla totale indifferenza di chi dovrebbe farsi carico del problema. Poi durante il periodo dell'emergenza non ci è stata fatta nemmeno una telefonata per sapere se eravamo vive, se avevamo bisogno anche solo di qualche consiglio."