"Bouganville", il nuovo album di Luca Dirisio dedicato a Massimiliano Caruso

Il disco è in uscita il 25 ottobre

Spettacolo
martedì 01 ottobre 2019
di Lea Discipio
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A sinistra Luca Dirisio, a destra Massimiliano Caruso
A sinistra Luca Dirisio, a destra Massimiliano Caruso © Vastoweb

VASTO. Luca Dirisio, musicista vastese, dopo il singolo “La mia gente” (Leggi), dedicato alla sua terra e in cui ha raccontato la forza e la gentilezza del Popolo abruzzese, torna con un nuovo album dal titolo ‘Bouganville’, confermando il suo amore per le sue origini.

“Dedico ‘Bouganville’ al mio amico fraterno Massimiliano Caruso”,
l’artista annuncia la notizia dell’uscita in pre-order dell’opera, ricordando il grande affetto che lo legava all’indimenticato amico scomparso prematuramente.

Massimiliano ha perso la vita a soli 38 anni per causa di un malore fulmineo lo scorso 19 aprile mentre si trovava con la famiglia nella propria abituazione e ha lasciato nell’incredulità e nel dolore la famiglia e l’intera comunità (Leggi).

A volerlo omaggiare e ricordare è adesso Luca che, dopo 8 anni dall’ultimo lavoro, torna a collaborare con Giuliano Boursier, storico produttore e manager, che si è occupato della produzione e dell’arrangiamento del nuovo album dell’artista vastese.

Il disco, in uscita il 25 ottobre e anticipato dal singolo “Come il mare a settembre” è attualmente in rotazione radiofonica (Leggi) ed è accompagnato dal videoclip, con la regia di Claudio Zagarini .

L’essere umano, questo il tema attorno al quale ruotano i 10 brani dell’album: “questo non è un disco –racconta l’artista - scritto al tavolino, tutti i brani sono piccoli resoconti della vita, la mia vita, appunti di viaggio presi piano piano, senza fretta, con consapevolezza. Alcuni sono ricordi, altri prese di posizione, altri ancora dediche. Non volevo creare un prodotto, un disco modaiolo ma piuttosto una raccolta di pensieri ed emozioni da poter condividere con chi lo ascolterà. È un disco che arriva dopo tanto tempo (per tanti motivi che non sto qui a spiegare), quindi, anche la scelta del titolo è stata ponderata a lungo. Non vi nego che le cattive lingue e gli sfaticati che passano ore sul web a parlare del nulla hanno stuzzicato e stimolato molto la mia fantasia nella ricerca del nome. Alla fine, però è stato Raymond Carver, uno dei miei scrittori preferiti, che in un suo racconto parla di questa pianta, la bouganville, e la descrive quasi come amortale, l’inverno si finge morta per poi risplendere di vita e di colore l’estate, forte e sgargiante come se il tempo non fosse mai passato. Questa è la metafora che mi piace immaginare se penso alla mia vita e alla mia musica. Tanto amo il mio lavoro quanto la libertà anche di isolarsi senza dare notizie, ripeto, non sono una persona che sente la continua esigenza di far sapere agli altri i fatti suoi, di fare continui selfie da pubblicare per essere popolare sui social. Se proprio devo farmi conoscere preferisco farlo con la mia musica e le canzoni per questo ‘Bouganville’ è un lavoro molto personale e lo sento molto mio, ho scritto più di 40 canzoni ma ne potevo scegliere solo una decina purtroppo, mi sarebbe piaciuto farvele sentire tutte, non è stato possibile. È un disco che ho desiderato moltissimo e spero che arrivi nel cuore delle persone con tutta la passione che ho messo nello scrivere e produrre insieme al mio storico produttore Giuliano Boursier col quale sono tornato a collaborare dopo tanto tempo ma con tanta voglia di creare qualcosa di unico grazie anche alla pazienza e grande esperienza”.

I brani compresi sono “La mia gente”, il “Con il mare a settembre”, una dichiarazione d’amore dove è il mare a fungere da cornice a un innamorato che sente la mancanza della donna che ama, “Carta da stracciare”, una chiara denuncia alla mediocrità della società, corrotta e superficiale, “Occhi negli occhi”, un desiderio per la donna amata, al fine di cercare un posto migliore dove poter trovare purezza, l’unico elemento di congiunzione tra gli uomini e la natura. Il terzo brano è “Il tuo cuore non esiste”, la storia di una donna che punta tutto sulla propria bellezza e che quando si accorge di essere stata sfruttata fugge a Roma, città alla quale giura amore eterno. “Orsa maggiore” è una canzone d’amore dedicata alla moglie, unica cosa importante e indispensabile nella vita di Luca Dirisio. “Stare bene” è l’ultimo brano che ha scritto l’artista ed è un invito ad essere se stessi e tornare a riapprezzare le cose semplici e vere.

Gli ultimi due brani sono “Whisky”, la storia di un gira mondo, senza tetto che Luca ha conosciuto anni fa a Villa Ada a Roma con il quale ha condiviso dei pomeriggi sul prato del parco suonando insieme, e “Niente”, brano autobiografico.