"Freestyle #3" da oggi sulla pagina Instagram de "ILL Papa"

"I freestyle stanno a testimoniare che non riesco a stare fermo, posso assicurarvi che ciò che avete visto fino ad ora non è ancora niente"

Spettacolo
Vasto martedì 14 gennaio 2020
di Cesare Acquarola
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"Freestyle #3" da oggi sulla pagina Instagram de "ILL Papa" © Personale

VASTO. Conosciamo abbastanza bene la genesi di Nicola, oggi sulla cresta dell'onda come "ILL Papa". E' innegabile dire che, per i nati a Vasto alla fine degli anni novanta, lui rappresenti un punto di riferimento, un ragazzo da cui prendere esempio perché ce la sta facendo.

Negli anni dei suoi esordi, il nome non era lo stesso di oggi, ma la fame e la voglia di prendersi tutto era praticamente la stessa.

E' stato il primo a metterci la faccia tra i ragazzi della generazione nata a fine anni '90, pubblicando la sua musica senza curarsi del parere degli altri, solo per amore viscerale nei confronti dell'hip-hop, d'altronde, come ci dirà in seguito, "è l'unica cosa che so fare e che mi riesce bene".

Ad oggi i suoi brani su "Spotify" totalizzano un totale di 650000 streaming, ma Ill Papa non si ferma a nessuna cifra, guarda sempre più in alto ed è in costante fagocitazione per raggiungere i suoi sogni.

Cosa rappresentano per te i numeri di streaming dei tuoi pezzi su "Spotify"?

"Rappresentano semplicemente il frutto del mio lavoro, di ciò che ho fatto fino ad adesso, in questo mondo ti assicuro che nulla è dato per scontato, ma sono comunque belle soddisfazioni perche ti aiutano a capire che i sacrifici sono ben ripagati e la gente apprezza la mia musica, il numero preso come quantità per me non conta molto, conta sapere che più di mezzo milione di persone ascolta i miei brani, e questo mi rende felice."

Parliamo dei freestyle adesso, nell'ultimo mese e mezzo sei uscito, tramite post sulla tua pagina instagram, con questi tre lavori, dicci un po' ciò che possiamo sapere sulla loro realizzazione e che cosa rappresentano per te.

"La differenza sostanziale tra i miei pezzi su Spotify e questi tre freestyle è che su Spotify il brano è un pò più ragionato e serio, essendo un prodotto strettamente ufficiale, mentre, pubblicare un freestyle su Instagram mi consente di essere più libero in quanto a scrittura, posso dare sfogo alla mia penna e dire cose che non posso o non voglio dire in una traccia ufficiale. E' anche portatore d'aria fresca per la mia fan base di IG, sono un tipo che ragiona molto sulle uscite e tra un brano e l'altro è quasi impossibile che passi meno di un mese, ma allo stesso tempo odio star fermo e quindi credo che uscire su Instagram con la mia musica sia un buon compromesso. In quanto al lavoro di realizzazione non posso non ringraziare Simone Tittaferrante, il ragazzo che si è occupato del videomaking, anche lui vastese: ormai sono dieci hanni che faccio musica e ho collaborato praticamente con tutti, ma questa estate ho conosciuto Simone e tra di noi è scattata subito sintonia a livello artistico, all'inizio doveva solo farmi qualche scatto per la mia pagina Instagram, ma da subito ci siamo resi conto di avere la stessa fame e gli stessi obiettivi, è bastato questo per iniziare a collaborare con lui."

Adesso facciamo un salto indietro nel tempo, ricordi come era il panorama rap a Vasto negli anni dei tuoi esordi?

"Ricordo molto bene quegli anni, stiamo parlando del 2010, dieci anni fa ormai, avevo dodici anni e come puoi ben immaginare ero il più piccolo a fare rap a Vasto. Questo non è stato per me un punto debole, ho sempre creduto in me stesso e pubblicato brani e video senza curarmi troppo del giudizio degli altri. Dopo circa un anno ho addirittura aperto il concerto di 'Noyz Narcos' sempre qui, a Vasto, un'emozione che porterò con me per sempre... anche se forse all'epoca ero troppo piccolo per realizzare cosa avevo appena fatto."

Siamo nel 2020, sono passati dieci anni dal tuo esordio musicale e senza dubbio hai la cultura necessaria per esprimere un tuo parere su questo genere hip-hop. Dopo i tristi accaduti di Corinaldo e dei successivi commenti contro i temi trattati da questo genere, secondo te, l'Italia, ha capito veramente cos'è il rap?

"Voglio far riferimento a Vasco Rossi, siamo tutti a conoscenza dello stile di vita che conduceva negli anni di massimo successo, se ci pensiamo bene non è differente da quello dei rapper attuali... però nessuno lo odiava. Adesso l'invidia è un sentimento che scorre nelle vene di molte persone, ti posso assicurare che Sfera Ebbasta è un ragazzo che viene dal niente, non aveva un soldo prima di iniziare a fare musica, e guarda adesso la posizione che occupa nel panorama musicale, è conosciuto in tutta Europa e da poco il suo nome è arrivato perfino negli Stati Uniti. Ciò che è successo a Corinaldo non è ne colpa del suo nome ne del genere rap, è stata superata la capienza massima del locale perchè qualcuno ha preferito il portafoglio pieno al salvaguardare la vita di chi era li per amore della musica. Non si può attaccare un testo in queste occasioni perchè la musica è gusto, non va necessariamente capita. Comunque ci tengo a dire che il rap in Italia è ormai sdoganato, ricevo molti complimenti dai genitori dei miei fan, questo fa capire che la musica arriva anche ai più grandi, a prescindere da questo la gente che odierà ci sarà sempre."

E per quanto riguarda te stesso, a te interessa più farti capire o essere capito?

"E' una domanda a cui non trovo risposta, io faccio questo per una mia soddisfazione personale, quindi essere capito o farmi capire non mi cambierebbe nulla perchè continuerei ad andare dritto per la mia strada. Non ti nego che fa piacere ricevere stima e affetto dagli ascoltatori ma penso che il tutto sta nell'apprezzare l'artista, che è il primo a non capire se stesso."

E come reagisci quando qualcuno non comprende i tuoi messaggi e inizia ad esprimere odio nei tuoi confronti?

"E' innegabile dire che un insulto non mi dia fastidio, anche se non lo do a vedere, ma non ho tempo per sentire i malumori della gente e mi scivola tutto addosso. Seguo la mia strada, vado dritto continuando a camminare a testa alta, adesso sono anche in grado di distinguere le critiche tra quelle oggettive e quelle fondate sull'invidia. Quando sono uscito con il primo singolo su Spotify, ovvero 'Rampampampam', e successivamente alla firma con la casa discografica 'Sony', devo dirti che la gente ha iniziato a cambiare parere su di me, col tempo si aspettano molto, ma io resto con i piedi per terra e rimango un ragazzo come tutti quanti, attualmente il mio unico desiderio è solo quello di stare bene."

A proposito di casa discografica, come siete entrati in contatto tu e la 'Sony'?

"Ad aprile sono uscito con 'Rampampampam', il mio primo singolo ufficiale, e, a mia insaputa, era già arrivata la loro proposta, ne erano a conoscenza solo i miei manager Fabio e Romina che mi hanno tenuto all'oscuro fino alla release di 'Por Dinero', verso metà Maggio. Qualche giorno dopo l'uscita del brano mi chiama Romina e mi dà questa notizia, puoi immaginare la mia reazione, un mix di stupore ed incredulità, non mi sarei mai aspettato di riceve così presto un contratto da una major. Dopo aver esaminato attentamente l'offerta contrattuale ho firmato senza pensarci due volte. Lavorare con loro è senza dubbio un'arma in più nel mio arsenale."

Il titolo dell'ultimo brano ufficiale de 'Ill Papa' è '0873', prefisso telefonico di Vasto, la tua città, qual è stata la reazione in major quando hai fatto sentire loro per la prima volta il singolo?

"Sinceramente, 'cos'è questa roba?' (ride). C'è da fare una premessa, io sono gestito per metà da 'Sony' e per metà da 'Thaurus Publishing' e 'Richvell', anche loro case discografiche che, detta in parole povere, fungono da intermediario tra il mio profilo artistico e la casa discografica principale Sony. Detto ciò i primi a cui ho fatto ascoltare il brano sono stati proprio i ragazzi di Thaurus Publishing e Richvell, ed il riscontro è stato più che positivo, in seguito anche la Sony ha approvato il brano, però non ti nego che un po' di timore per il fatto che il brano non fosse apprezzato da tutti c'era, parlo di Vasto e del mio quartiere 'l'incoronata', a livello nazionale non proprio punti di riferimento come le grandi città italiane; d'altro canto non dobbiamo dimenticarci che artisti come Sfera Ebbasta e Marracash, tra i loro brani d'esordio, annoverano pezzi come 'Ciny' (nomignolo di Cinisello Balsamo, città natale di Sfera Ebbasta) e 'Popolare' (nel ritornello Marracash fa riferimento alla 'Barona', quartiere milanese in cui è cresciuto), sì, ammetto che il paragone Milano-Vasto è alquanto azzardato, ma io non mi fermo davanti a questi stereotipi, è bastato soltanto alzare il tono la voce per farmi ascoltare da tutti. Con '0873' non voglio parlare di Vasto, non ci sono riferimenti a mare, trabocchi e buon cibo, c'è solo la rabbia di un ragazzo che vuole dire a tutti che è possibile sfondare anche essendo nati qui, che non è necessario nascere in una grande città per coltivare il desiderio di diventare qualcuno. Amo Vasto e non la cambierei per nessuna città al mondo. Io sono bravo in quello che faccio, perchè non valorizzare il posto da cui vengo? Voglio dimostrare a tutti che anche chi nasce qui può realizzare i propri sogni senza essere nati in città, che, a livello lavorativo e nel mio caso artistico, offrono molto di più. Magari in futuro, per motivi lavorativi, me lo auguro, dovrò trasferirmi anche io a Milano, ma ciò non cancella il posto da cui vengo e dal quale sono partito."

Volgendo uno sguardo al futuro, qual è la tua reazione alla parola "album"?

"Non è una parola grossa eppure stiamo parlando di un taboo, non so ne quando uscirà e ne se uscirà. Ma posso dirti che ci sono tante belle cose in porto."

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