Taxi e Noleggio in concorrenza

Veicoli al crocevia
lunedì 28 giugno 2021
di La Redazione
Taxi e noleggio con conducente
Taxi e noleggio con conducente © Wikipedia

Il Codacons puntualizza: "Anziché andare nella direzione della liberalizzazione del settore e di una apertura verso le nuove opportunità offerte dalla tecnologia, si introducano palliativi inutili, spostando le responsabilità in tema di taxi e licenze dai Comuni alle Regioni, limitando l’operatività degli Ncc ed istituendo un registro delle 'app' che non crediamo possa incrementare l’offerta né portare ad una riduzione delle tariffe”. Secondo l'Associazione dei consumatori "il Ministero farebbe meglio a convocare anche gli utenti al tavolo di confronto, in modo da arrivare ad un decreto utile ai cittadini che non sia solo fumo negli occhi degli Italiani". In sostanza si vorrebbe che fosse compito delle Regioni prevenire le distorsioni concorrenziali nel Servizio di taxi ed in quello del "Noleggio con conducente" (Ncc). Ma questa non è proprio una novità dal momento che la materia, seppure largamente negletta in tanta parte del territorio, è implicitamente di competenza regionale da decenni.

Perciò i "Governatori" sarebbero chiamati a garantire - come già avrebbero dovuto fare in passato - la pianificazione dei servizi non di linea, "tenendo conto delle reali esigenze del fabbisogno locale, ai fini del rilascio, da parte dei Comuni, delle licenze per l’esercizio del servizio taxi e delle autorizzazioni del servizio Ncc". Oltre alle Regioni, a cui la materia parrebbe interessare marginalmente, il vero problema sono gli enti locali territoriali. Un esempio? Sono tanti i Comuni che mantengono in vigore tuttora regole sulla materia che fanno riferimento al Codice della strada degli Anni '60 e, in taluni casi, anche precedenti. Ragion per cui chi esercita funzioni dirigenziali in materia non sa proprio come comportarsi nel districare le pratiche che vengono sottoposte all'Ufficio. Occorre evitare l'esercizio abusivo nell’attività di noleggio con conducente e di servizio taxi.

Perciò, per prevenire gli abusi, occorre prevedere che i titolari di licenza Ncc, senza prenotazioni, non possano sostare su strada ma debbano rientrare in autorimessa. Difatti "nei Comuni in cui è istituito il servizio taxi non è consentita, in assenza di una prenotazione di trasporto, la sosta su strada dei veicoli adibiti a servizio da noleggio con conducente". Il fatto è che manco questa è una regola nuova, seppure disapplicata, perché sono tanti i Comuni che addirittura riservano spazi di sosta - da anni - per lo stazionamento degli Ncc. Addirittura a Bologna, solo da qualche mese, è stata eliminata la ‘franchigia’ del suolo pubblico per questa categoria. Poi occorre approntare un Registro delle ‘app’ ed un archivio informatico per i titolari di licenza taxi e di noleggio con conducente, tenuti dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

Nell’archivio informatico confluirà chi è intestatario di un'autorizzazione su segnalazione degli enti locali che le hanno rilasciate. Il registro delle piattaforme tecnologiche di intermediazione favorirà una più efficace organizzazione dei servizi. Ma le ‘app’ non potranno mai sostituire il tassametro "ai fini della determinazione del costo del servizio per l’utente". Naturalmente i soggetti titolari (e gestori) delle piattaforme tecnologiche di intermediazione tra passeggeri ed autisti dovranno essere iscritti al registro delle ‘app’ ed avere sede legale e domicilio fiscale nell’ambito dell’Ue. Più spazio anche all’attività programmatoria dei Comuni che potranno prevedere che i titolari di licenza-taxi svolgano servizi integrativi quali il tassì ad uso collettivo "o mediante altre forme di organizzazione del servizio". Purtroppo sono proprio i maggiori poteri concessi ai Sindaci che non piacciono alle Associazioni dei consumatori che ritengono - da sempre - i primi cittadini ostaggio delle parti. Il loro giudizio è negativo.

Il governo si lava le mani del problema vero, demandando la scelta ai Comuni, da sempre ostaggi dei tassisti ed incapaci persino di aumentare il numero delle licenze. Per questo sia l’Antitrust che l’Autorità dei trasporti vogliono che le decisioni trànsitino al livello regionale o, meglio ancora, nazionale. Per le Regioni, invece, solo una generica pianificazione, lasciando sempre ai Comuni il rilascio delle licenze taxi e delle autorizzazioni per gli Ncc.

Claudio de Luca