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Del Prete non replica a Giangiacomo “Chiarimento dentro il partito”

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VASTO – “Non ho nulla da dire. Ritengo che, se problemi ci sono, li chiariremo all’interno del partito”. Nicola Del Prete, vice sindaco di Vasto non replica a Fabio Giangiacomo, il capogruppo dimissionario che ne ha chiesto la “testa”. Non lo fa a margine della  conferenza stampa con cui, insieme al sindaco, Luciano Lapenna, ha tracciato un bilancio sul “Mese del brodetto”. Tutti e due insieme proprio il giorno dopo l’attacco sferrato nei confronti di entrambi da Giangiacomo. La questione assume i toni di una resa dei conti interna. Ogni parola può spaccare il gruppo consiliare, decretando la fine di un’amministrazione che in aula, alla vigilia del Consiglio comunale di oggi, può contare solo su 17 voti certi sui 31 complessivi. Dopo le elezioni del 2006 erano 22. Giangiacomo, che rimane in ogni caso consigliere, ha motivato così la sua decisione: “Del Prete aveva detto che si sarebbe candidato solo se lo avessero fatto anche il sindaco e Peppino Forte (presidente del Consiglio comunale, n.d.r.) per verificare i rapporti di forza, come se fossero le primarie. Si trattava della proposta di un braccio di ferro interno”, che poi non c’è stato perché, alla fine, alle votazioni si sono presentati Lapenna, Forte e l’assessore alla Viabilità, Vincenzo Sputore. Gli ultimi due sono stati eletti in Consiglio provinciale, nonostante la vittoria del centrodestra. Secondo l’ormai ex capogruppo, “Del Prete ha ritirato la sua disponibilità”, adducendo motivazioni personali. “Non ha mai dimostrato attaccamento a questo partito”. Poi, ha anche parlato di “inerzia” e “giochetti di sponda” di Lapenna, cui lo stesso Giangiacomo aveva presentato, insieme a Forte (che è il commissario locale del Pd) e a Sputore (responsabile Pd in Giunta), un documento con cui si chiedeva la sostituzione di Del Prete, richiesta “sostenuta – ha affermato – dalla stragrande maggioranza di assessori e consiglieri del partito”. In conferenza, il vice sindaco, dopo averci scherzato mimando un taglio della testa, dice di non aver “nulla da dire”, mentre il primo cittadino si alza e se ne va senza ascoltare le domande su una bomba che rischia di esplodere sul suo tavolo da un momento all’altro. Il rovescio della medaglia è che non tutti i consiglieri sono contro Del Prete. Giuseppe Napolitano non lo dice apertamente, ma le sue parole lasciano intendere qualcosa: “Nicola Del Prete – sottolinea – ha ricevuto un mandato popolare. Le divergenze all’interno del Partito democratico si appianano col dialogo”. Domani mattina c’è il Consiglio comunale, chiamato ad approvare il consuntivo. Il centrosinistra, dopo le defezioni pre-elettorali, deve “contarsi”. Stessa cosa che, probabilmente, ha fatto il Pd nel vertice di ieri sera. Per la prima volta, Forte non rilascia dichiarazioni. Chi lo conosce sa che non è un buon segno.

                                                                                   Michele D’Annunzio

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