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Giangiacomo si dimette e svela “Esiste un caso-Del Prete”

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VASTO – Fabio Giangiacomo non è più il capogruppo del Pd nel Consiglio comunale di Vasto. Si è dimesso svelando l’esistenza nel partito di un caso-Del Prete, il vice sindaco di cui gli amministratori Democratici avrebbero chiesto la rimozione senza ottenere alcuna risposta da parte del primo cittadino, Luciano Lapenna. Giangiacomo rimane consigliere comunale ed esponente del Pd, “di cui sono stato fondatore in città”. La vicenda raccontata dal capogruppo dimissionario, che ha protocollato ieri in municipio la sua lettera di rinuncia alla carica, nasce dalla discussione sulle candidature per le elezioni provinciali del 6 e 7 giugno scorsi. “Del Prete – sostiene – aveva detto che si sarebbe candidato solo se lo avessero fatto anche il sindaco e Peppino Forte (presidente del Consiglio comunale, n.d.r.) per verificare i rapporti di forza, come se fossero le primarie. Si trattava della proposta di un braccio di ferro interno”, che poi non c’è stato perché, alla fine, alle votazioni si sono presentati Lapenna, Forte e l’assessore alla Viabilità, Vincenzo Sputore. Gli ultimi due sono stati eletti in Consiglio provinciale, nonostante la vittoria del centrodestra. Secondo l’ormai ex capogruppo, “Del Prete ha ritirato la sua disponibilità”, adducendo motivazioni personali. “Non ha mai dimostrato attaccamento a questo partito – polemizza Giangiacomo – e, da vice sindaco, in alcuni casi ha messo in difficoltà lo stesso primo cittadino. Per questo, abbiamo avviato un mega giro di consultazioni tra gli amministratori del Pd: assessori e consiglieri comunali. La decisione drastica di chiedere al sindaco la rimozione di Del Prete è stata presa a stragrande maggioranza: tutti tranne due, che hanno posizioni vicine al vice sindaco. Lapenna, però – motiva la sua scelta Giangiacomo – non ha risposto, perdendosi in ambiguità e giochetti di sponda per i quali non c’è spazio di fronte ad un astensionismo del 43% degli elettori e ad un documento ufficiale, sottoscritto dal responsabile del partito, dal capogruppo e dal responsabile del Pd in Giunta”, vale a dire Forte, lo stesso Giangiacomo e Sputore.

                                                                               Michele D’Annunzio

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