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San. Stef. Ar, i dipendenti scendono in piazza

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VASTO – “Siamo professionisti, non merce di scambio. Fuori gli stipendi, basta con le strumentalizzazioni”. E poi, rivolti a Vincenzo Angelini, il re della sanità privata abruzzese che ha dato il via alla seconda tangentopoli regionale: “Paghi le tangenti, ma non gli stipendi” da sette mesi, “ci hai ridotto all’osso”, come recita il tazebao a scheletro che si è messa addosso una dipendente della San. Stef. Ar., la società del Gruppo Angelini che gestisce due centri di riabilitazione anche a Vasto e San Salvo con 40 dipendenti. Tanti striscioni: “Con lo stipendio di Natale non torniamo a lavorare”, “Angelini sta alla sanità come il fumo ai polmoni”. Vittime incolpevoli di Sanitopoli, hanno sfilato in corteo, partendo dalla sede vastese della San. Stef. Ar., nei pressi del cimitero, passando per via Pescara, corso Garibaldi fino a sotto il municipio, dove sono stati accolti nell’aula consiliare dai sindaci di Vasto, Cupello e Monteodorisio, Luciano Lapenna, Angelo Pollutri ed Ernesto Sciascia, e dal presidente del Consiglio comunale, Peppino Forte. Assente il primo cittadino di San Salvo, “per un impegno improvviso”, ha precisato Lapenna. Senza stipendio dall’inizio dell’anno, sono in tutto 1500 i lavoratori del Gruppo Angelini tra Abruzzo e Molise. Ridotti sul lastrico: “In alcuni casi – spiega indignato Vincenzo Traniello, segretario regionale della Cisl Funzione pubblica – marito e moglie lavorano nei centri di Vasto e San Salvo. Significa che intere famiglie sono al verde”.
“Le mensilità arretrate – spiega Andrea Gagliardi, segretario regionale della Cgil Funzione pubblica – sono 7: prima pagamenti a singhiozzo fino a  dicembre, poi la tredicesima, ma non lo stipendio”. Infine, il black out. “Non ci sono farmaci, né strumenti”. I lavoratori sono arrivati da Chieti, Teramo, e non solo, per dare man forte ai loro colleghi.
“Dopo 10 anni di tribolazioni, da un mese non andiamo al lavoro”, racconta indignata Domenica Albanese, di San Salvo. “In qualche casa di riposo è mancata l’insulina per alcuni giorni. Si aspetta che ci scappi il morto?”, chiede Traniello. I rappresentanti sindacali hanno chiesto ai sindaci di essere presenti quando i lavoratori torneranno a dare battaglia nell’aula del Consiglio regionale. Bello ha proposto “traferimenti diretti da parte della Regione per pagare gli stipendi”. Pollutri ha invocato un “gioco di squadra per sanare il sanabile”, Sciascia ha annunciato: “Siamo disponbili ad azioni di forza, anche ad andare alla Regione”. Problema è che le Asl non pagano, in attesa che la magistratura chiarisca la vicenda tangenti. Lapenna, che è presidente del Comitato ristretto dei sindaci dell’azienda sanitaria di Lanciano-Vasto ha promesso: “Assumo l’impegno di chiedere conto alla Asl, convocherò il comitato e chiederò alla Regione di partecipare”. I Consigli comunali si riuniranno in seduta straordinaria.

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